Si fa veramente fatica a tener dietro al fiume di parole che tracima da un Referendum che i proponenti stessi, dopo averlo voluto per annullare la legge 40 sulla procreazione assistita, stanno trasformando in una crociata irta di falsità, per timore che non riesca.
Si vuole far leva su un falso pietismo nei confronti della coppia che rivendica il diritto di avere un figlio; nascondendo, al contempo, quanto comporta mettersi in mano ad una scienza aleatoria, con una percentuale minima di riuscita e con una spesa che va sempre di più ad ingozzare chi vi specula sopra.
Il prospettare altre forme per soddisfare l’indiscusso diritto alla maternità, rischia di far apparire “misogini? i sostenitori di dette tesi. Ridurre una donna ad un laboratorio sperimentale, per i promotori del referendum, significa difendere i diritti della donna e così selezionare quel seme, l’embrione, che la stessa scienza ritiene essere il principio di un figlio unico, e magari riporlo per successive sperimentazioni.
Sorge il dubbio che alcuni bravi difensori del sì siano digiuni di vocabolario e sempre disposti a tirar giù frasi fatte.
E non ci si venga a dire che ben 150 scienziati la pensano come loro! Sono solo un minimo numero di fronte alle migliaia di esperti che lavorano seriamente e in silenzio; che sanno come la scienza brancoli ancora nel buio e che pertanto non sono d’accordo su certe sicurezze. Inoltre non hanno tempo di farsi conoscere correndo dietro i Radicali e minacciando un digiuno.
Sono pari a quelli dell’Accademia dei Lincei, ai quali si appella una dottoressa del nostro Pronto Soccorso, per dire con sicurezza: ?L’attuale legge italiana è stata fatta senza criteri scientifici?.
Non sembra che questa Accademia abbia saputo leggere l’art. 18 della Convenzione di Oviedo che recita: “La produzione di embrioni ai fini di ricerche è vietata?, al quale si rifà per giustificare la manipolazione incontrollata sugli embrioni.
Riportiamo, a proposito, la dichiarazione del prof. Sigfrido Boffi, dell’Università di Pavia, il quale sostiene che la conclusione a cui giunge l’Accademia dei Lincei sulla produzione degli embrioni “ è semplicemente indebita e deriva dalla premessa di un testo appositamente falsato?.
O gli accademici non sanno leggere, oppure trattasi di dolo. Prima di fare citazioni occorre informarsi. C’è troppa confusione ed è per questo che il Comitato per il NON VOTO locale, Scienza & Vita, ha organizzato alcuni incontri ai quali invita di partecipare: il 31 Maggio, alle ore 21, presso la Sala Consiliare, relatore il dott. Marchionni; il 3 Giugno, alle ore 21, presso la Sala Consiliare, relatore il dott. Edoardo Patriarca, del Forum Nazionale del Terzo Settore.
Per adesioni al comitato locale “Scienza & vita? e-mail scienzaevitasbt@libero.it
Il Comitato Locale del NON VOTO Scienza & Vita

Copyright © 2017 Riviera Oggi, riproduzione riservata.
(Letto 460 volte, 1 oggi)