SAN BENEDETTO DEL TRONTO – E alla fine la montagna partorì il topolino. Dopo una settimana di scatti d’orgoglio, trattative sotterranee e tentennamenti, i capigruppo di maggioranza e opposizione hanno finalmente apposto la propria firma sull’attesa ed evitabilissima richiesta di scuse da recapitare al sindaco Martinelli, reo d’aver ‘svilito’, in una sua recente esternazione, i consiglieri comunali, accusati di partecipare alle Commissioni consiliari solo per “percepire il gettone di presenza” (dichiarazioni fatte in risposta alle polemiche sulla sostituzione degli oleandri di viale S.Moretti con le palme ‘washingtonie’: leggi l’intervento del sindaco).
L’adesione al documento non è stata, in realtà, unanime: Forza Italia e Nuovo Psi hanno, infatti, ritenuto opportuno non sottoscriverlo e anche l’Udc ha aderito solo dopo mille dubbi. La domanda sorge spontanea: ma era davvero indispensabile? Certo, la ‘sortita’ del primo cittadino si era rivelata piuttosto infelice ma, a conti fatti, la levata di scudi bipartisan non ha sortito l’effetto sperato. Se davvero si trattava di difendere da un’accusa infamante la figura del consigliere comunale, la richiesta di scuse avrebbe dovuto raccogliere un’approvazione unanime, senza tentennamenti. Così non è stato, come dimostrano le defezioni di alcune forze della Cdl e le revisioni apportate al testo del documento originariamente redatto dall’opposizione. Insomma, la questione morale è andata a farsi benedire.
A proposito di minoranza, è lecito domandarsi perché, preso atto delle esitazioni di una parte della maggioranza, non abbia ‘mollato’ la truppa e portato fino in fondo la propria richiesta. Sul piano della pura strategia politica la scelta sarebbe stata inattaccabile.
Come finirà la vicenda? Immaginiamo che il quesito non toglierà il sonno ai cittadini ma proviamo ugualmente a rispondere: probabilmente il sindaco farà un passo indietro, con sommo gaudio dei consiglieri ‘feriti’. Evviva.

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