SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Riportiamo qui di seguito un articolo apparso in data odierna sulle pagine del sito partenopeo pianetazzurro.it, intitolato ‘Napoli-Samb, una partita senza…storia’:
La storia del calcio recente, e per tale ci si vuol riferire agli ultimi 20 anni, mai avrebbe immaginato di annotare nei propri archivi una partita come quella che il Napoli e la Sambenedettese si apprestano ad affrontare nei propri stadi, così diversi fra loro. Appunto, da un lato la storia ricca di trionfi e di emozioni del Napoli mortificata dall’irresponsabilità delle istituzioni napoletane che avrebbero dovuto tutelarne l’immagine e la tradizione, e dall’altro la storia avara di ricordi da menzionare per la Samb, che proprio tra qualche anno racconterà di questa doppia sfida con gli azzurri, come di un evento sportivo da non dimenticare.
Per poter meglio comprendere la profonda differenza che divide le due società, oggi in campo alla pari con in palio un traguardo da raggiungere che vale una vita per il Napoli, chiediamo soccorso all’indimenticabile album delle figurine Panini, vero e proprio ‘testo sacro’ per i meno giovani di un tempo, dove l’unico modo per conoscere qualcosa in più dei loro idoli, era quello di collezionare l’effige sorridente dei loro campioni e di scambiarne i doppioni con i tanti adepti.
Ebbene, ricorderete che le foto dei giocatori della Sambenedettese, così come quelle di altre società di serie C erano posizionate su di una figurina da dividere in due, relegata nelle ultime pagine del ‘testo sacro’; questa, oggi, è la sfida che si prepara ad affrontare il Napoli, su di un campo a lui sconosciuto che ci si augura quanto prima di abbandonare, per calcare nuovamente i templi del calcio vero, quello che per intenderci compete ancor prima ai suoi ineguagliabili tifos
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Non possiamo esimerci dal commentare l’articolo firmato da Ferruccio Fiorito. Nulla da eccepire quando, è fin troppo scontato, si rimarca la differenza di blasone e di storia tra Napoli e Samb, mentre ci sembra non solo poco carino – crediamo che ogni società, per quanto piccola possa essere, meriti rispetto – ma persino ingiusto, parlare del sodalizio rivierasco come di un club che può fregiarsi di una ?storia avara di ricordi da menzionare? (seppure in avvio di articolo si faccia esplicito riferimento “agli ultimi 20 anni?).
Ricordiamo al signor Fiorito, innanzitutto, che le partite le decidono gli undici giocatori che sono nel campo di gioco, e non le medaglie e le stelline appese al petto: qui si parla di calcio, non di generali degli eserciti. Inotre, tanto per rammentare, oltre quarant’anni fa, quando il Napoli venne a visitare la Samb al vecchio e glorioso stadio Ballarin, la partita si concluse 1-0, con rete di Merlo (tra l’altro, ricordiamo che nello stesso anno il Napoli agguantò la Serie A solo grazie ad una vittoria contro la Samb, ottenuta negli ultimi minuti, con la Samb salva e demotivata).
Dobbiamo ricordare ahinoi al signor Fiorito che dileggiare in questo modo un club quale la sambenedettese non onora certo il Napoli: non crediamo che in occasione di sfide quali Juventus-Napoli o Napoli-Milan (che noi auguriamo il Napoli possa giocare al più presto), farebbe piacere ai tifosi napoletani vedere contrapposti, da giornalisti non imparziali ma “tifosi”, i trionfi italiani della Juventus o europei del Milan rispetto a quanto raccolto dal Napoli nell’era Maradona.
Forse ci si dimentica che in passato il sodalizio rossoblù, quando ancora il Pescara non era il Pescara, ha rappresentato il vanto dell’intera costa adriatica, l’unica squadra, dal centro al sud Italia, a partecipare alla cadetteria, inanellando vittorie e ‘primati’ che, se rapportati alla contenuta grandezza della città – nell’anno della prima serie B, il ‘56, San Benedetto era poco più di un borgo marinaro – oggi farebbero invidia a società come il Chievo Verona e tante altre che anche quest’anno giocano nella massima serie.
Quante squadre, in terza serie, quella categoria che dalla Campania sembrano ’schifare’ – ricordiamo però loro che compagini, come la stessa Samb (e lo stesso Napoli), andate incontro alla ‘bancarotta’, sono poi ripartite dal basso, e non dal campionato di C1… – possono vantare la ‘storia’ (chiediamo scusa al collega partenopeo) della Sambenedettese (leggi ventuno campionati cadetti)? Ve lo diciamo noi: Napoli escluso, solo Avellino, Padova, Reggiana e Foggia.
Crediamo altresì che, qualora il Napoli dal prossimo anno dovesse davvero disputare il torneo di serie B, potrebbe calcare campi ancora più “sconosciuti? del ‘Riviera delle Palme’ come quelli di Crotone, Rimini, Treviso, Empoli e Arezzo, con tutto il rispetto per le piazze citate.
Siamo insomma convinti che il fatto che il Napoli sia il Napoli e che, naturalmente, alla tifoseria e alla città la C stia molto stretta, non giustifica la stampa e gli organi di informazione (locali e non) a trattare la Samb e San Benedetto, che tra l’altro annovera una tifoseria come poche se ne possono ammirare in terza serie, con una simile supponenza. Lasciamo che sia il campo a decidere. Il calcio è bello anche e soprattutto perché esistono ‘favole’, o miracoli, fate voi, come quelli del Chievo, del Siena, del Treviso e di tante altre squadre che allo stato attuale delle cose possono permettersi di competere con i ‘mostri sacri’ della palla pezzata. Napoli compreso, naturalmente.

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