Scaricavano da un sito Internet non presente nei motori di ricerca web filmati con bambine di età compresa tra i 4 e gli 8 anni vittime di abusi sessuali e sevizie. Gli indagati sono tutti uomini, di media eta’, di varie estrazioni sociali: 34 sono residenti in Lombardia, 22 in Veneto ed altrettanti nel Lazio, 17 in Piemonte, 13 in Emilia Romagna, 11 in Campania e Toscana, 10 in Sicilia e Liguria, 8 in Trentino, 7 nelle Marche, 5 in Puglia, Friuli e Abruzzo, 4 in Calabria e 2 in Basilicata. Tra i 186 indagati ci sono anche insospettabili, tra cui tre sacerdoti, un assistente sociale, un vigile urbano, un sindaco e un assessore.
L’inchiesta, denominata ‘Video prive”, coordinata dal procuratore della Repubblica aggiunto di Siracusa, Giuseppe Toscano, e dai sostituti Antonio Nicastro e Manuela Cavallo, è scaturita da una serie di dettagliate denunce presentate dall’associazione Telefono Arcobaleno presieduta da Giovanni Arena. Nell’ambito delle perquisizioni sono state sequestrati alcuni filmati di produzione ‘artigianale’, sul quale sono in corso indagini del Nucleo investigativo telematico per identificare i bambini coinvolti nelle riprese.

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