*Continuano a pervenire da parte di Associazioni laiche e da parte di molti medici e professionisti, le adesioni al Comitato Diocesano “Scienza & Vita?, condividendo la decisione responsabile di Non Andare a Votare? nel Referendum sulla legge 40. Il Comitato continua a ritrovarsi presso le varie sedi della città per mettere in atto tutte le iniziative per illustrae agli elettori le motivazioni che consigliano di astenersi dal voto. Sono stati stampati opuscoli e molti depliant a tale scopo ed è stato allestito, da parte della nostra équipe medica, un Cd per far constatare, attraverso le immagini, le contraddizioni dei quesiti del referendum. Gruppi di esperti stanno andando nei vari paesi del nostro territorio, per spiegare i rischi a cui si va incontro con l’abolizione della legge 40.
Il Comitato respinge l’accusa di irresponsabilità nella decisione, prevista dalla Costituzione, di Non Andare a Votare. Con questo atteggiamento si vuole protestare per un abuso indiscriminato di referendum abrogativi e per la formulazione dei quesiti posti che vogliono far tornare l’Italia nel far west della provetta. Inoltre rimanda al mittente l’accusa di inciviltà e si meraviglia come alcuni schieramenti politici mentre da una parte fanno tanto chiasso contro gruppi capitalistici di industrie alimentari e gridano giustamente contro lo sfruttamento minorile, dall’altra con il loro si favoriscono le lobby delle industrie biotecnologiche e farmaceutiche e lo sfruttamento degli embrioni.
C’è gente che ha un errato concetto della civiltà; non è progresso quello che in modo spregiudicato mette a repentaglio la vita di un altro. Certi dispensatori di civiltà dovrebbero far conoscere anche i rischi cui vanno incontro le donne nell’inseminazione e quanto costa.
Pertanto, quattro sono i buoni motivi per cui diciamo di Non Andare a Votare, perché quattro sono i quesiti che non accettiamo: il primo, perchè vuole produrre embrioni in quantità per farne sperimentazioni distruttive: ci si sta incamminando verso la clonazione; il secondo, perchè va oltre la sterilità accertata, la gradualità delle tecniche, la produzione degli embrioni e il loro congelamento; con il terzo, con la richiesta “ dell’autodeterminazione e la tutela della salute della donna?, in effetti, eliminando l’art. 1 comma 1 della legge 40, vengono meno non solo i diritti dell’embrione, ma anche degli aspiranti genitori; il quarto, perchè è subdolo e facendo appello ad un pietismo fuori posto, come fu già per il divorzio e l’aborto, nega al figlio il diritto di conoscere le proprie origini.
E tutto questo, secondo alcuni, in difesa della vita? Non dimentichiamo, la prossima volta dovremo confrontarci sull’eutanasia.
*Comitato diocesano “ Scienza & Vita?

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