NAPOLI – Pierpaolo Marino, il direttore generale del Napoli Soccer, è intervenuto in diretta su radio kisskissnapoli, palesando tutta la propria fiducia nella buona riuscita del progetto azzurro, scomodando persino arditi paragoni col ‘miracolo’ attuato in Friuli: “Nel tempo ho messo su un’Udinese che è quasi in Champions League – ha detto il dg partenopeo – provo enorme soddisfazione. Quello che si è fatto ad Udine si può fare anche qui a Napoli, io ci credo tantissimo. Grazie al presidente De Laurentiis, credo si debba fare anche di più, visto che il Napoli ha sei milioni di tifosi sparsi nel mondo ed ha una tifoseria che non ha eguali. Il Napoli è primo in classifica da gennaio, sono sicuro che arriveremo alla gara di domenica al meglio delle nostre condizioni fisiche. Nutro enorme fiducia per tutto l’ambiente. La media dell’età dei nostri calciatori è di 22 massimo 23 anni, e se anche hanno giocato in B hanno trovato delle difficoltà ad affrontare questo campionato?.
“Durante l’anno – ha poi continuato Marino – abbiamo espresso solo il 40 % delle nostre potenzialità, credo altresì che con gli stessi giocatori figurerebbero bene anche in serie B, sempre con degli innesti giusti naturalmente. Con il presidente camminiamo in continua sintonia, lui è molto preso da questa avventura ed da questo importante progetto, un giorno a Napoli non so quali giocatori potrebbero arrivare, ma puntiamo in alto. Ora pensiamo a superare gli ostacoli, ma una volta in serie A sono sicuro che il presidente ci farà divertire?.
Marino ha infine spostato il tiro sul prossimo avversario della squadra azzurra: “A Napoli si possono fare delle cose enormi sotto tutti i punti di vista, ma per ora pensiamo alla Sambenedettese, per la Champions League ci sarà tempo. La Samb è una squadra tosta, ma stanno parlando molto, noi preferiamo parlare con i fatti sul campo”.
Una ‘stoccata’, quella del direttore generale napoletano, che crediamo risponda a verità solo in maniera parziale, visto che si sta parlando (e sparlando), come del resto è naturale che sia, alla luce dell’altissima posta in palio, da ambo le parti. Ha invece ragione quando dice che sarà il terreno di gioco ad emettere il verdetto. Al campo spetta sempre l’ultima parola.

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