SAN BENEDETTO DEL TRONTO – “Ho ancora tanto entusiasmo, stimoli, voglia di fare e poi, questi tifosi e questa città, ti danno continuamente una carica incredibile�. Lo dice uno che ad ottobre compirà trentasette anni, scriviamo la cifra per esteso, tanto per chiarire al meglio il concetto. Francesco Mancini non si è ancora stancato di difendere la propria porta dagli attacchi degli avanti avversari, non ha ancora voglia di appendere i ‘guantoni’ al chiodo, perché uno come lui si diverte giocando al calcio, checché ne dica la carta d’identità. Il pallone è la sua via, financo scontato rimarcarlo.
“Nel privato sono molto riservato – confessa il portiere rossoblù – ma in campo mi comporto ben diversamente, ho grinta da vendereâ€?. Tanta quanto basta per rimanere sulla cresta dell’onda – e poco importa se da due stagioni il campionato è quello di C1 – da ormai vent’anni. Tanto è passato dalla sua prima esperienza da professionista, nella sua Matera, dove è rimasto tre stagioni, esordendo, con profitto, in quarta serie (torneo edizione 1985-’86). Da lì una sfolgorante carriera condita da maglie di prestigio. Leggi Foggia, Lazio, Bari, Napoli. 240 presenze nella massima serie, 175 in quella cadetta. Numeri da ‘signore’ dell’area di rigore. Dopo un anno e mezzo in Toscana, sponda pisana, Vincenzo D’Ippolito lo ha voluto in riva all’Adriatico, per porre rimedio all’assenza di Vitangelo Spadavecchia, infortunatosi allo scafoide in dicembre e sostituito con qualche incertezza di troppo da Domenico Di Dio prima (otto reti subìte in quattro esibizioni) e Ivano Cortelli poi, ‘bruciatosi’ nello spazio di diciannove minuti (palese incertezza sul tiro scoccato da Cellini che valse il momentaneo vantaggio ai ‘satanelli’), all’esordio serale contro il Foggia.
Mancini ha ripagato il procuratore di mercato rossoblù a modo suo: sedici i gol al passivo nella ‘gestione’ Spadavecchia-Di Dio-Cortelli, nove da quando l’ex figliol prodigo di ‘Zemanlandia’ è ‘sbarcato’ nelle Marche. La Samb (25) ha chiuso la stagione regolare con la terza migliore difesa del torneo, dietro alla capolista Rimini (23) ed alla Reggiana (24).
Mancini minimizza: “Il merito del rendimento del nostro reparto arretrato va condiviso con tutta la squadra, poiché ciascuno fa la sua parte, prodigandosi nel curare al meglio tale aspetto. Ci aiutiamo l’un l’altro, si attacca e si difende tutti insieme, è naturale che poi ne tragga beneficio la casella delle reti subìte�.
Il portierone di Davide Ballardini dovrà ora fare gli straordinari, tentando di non far incrementare il suddetto passivo, visto che alle porte ci sono i play off. Un’esperienza tutta nuova per il giocatore di Matera.
“E’ in effetti la mia prima volta – annuisce Mancini – l’anno passato li ho mancati all’ultima giornata con la maglia del Pisa, mentre quest’anno sono riuscito nell’impresa�
Adesso il Napoli, una bella emozione. Già, perché l’estremo difensore rossoblù è un ex di lusso, avendo vestito la casacca azzurra per quasi tre stagioni (giunse nella città di Pulcinella nell’ottobre del 2000, dal Bari, e vi rimase sino al giugno 2003), disputando un torneo di A e due di B. Stagioni però molto deludenti, una retrocessione e due annate fallimentari, visto che non si riuscì a riportare il club partenopeo nel gotha del calcio nostrano.
“Sono stato molto bene a Napoli, è uno dei ricordi migliori che conservo, anche se le due squadre alle quali sono rimasto più attaccato sono il Foggia e il Bari. Coi rossoneri sono stato uno degli artefici della storica promozione in A, con i ‘galletti’ ho centrato tre salvezze consecutive nella massima serie, mentre mi resta il rammarico, per quel che concerne l’esperienza napoletana, di non aver lasciato il segno�.
Rammarico a parte, vorresti prenderti qualche rivincita nei confronti del sodalizio azzurro?
“Assolutamente no, non cerco rivincite, ho amato quella maglia come adesso amo quella della Samb. Sono contento di quello che ho fatto finora, ho lavorato in posti fantastici e guardo al Napoli, che è una mia ex squadra, senza rancori particolari. Eliminare la formazione di Reja significherebbe solo andare avanti nei play off, non avrebbe alcun significato ulteriore�.
Francesco, cosa temi maggiormente del Napoli? E la Samb, dalla sua, su cosa può far leva?“Della formazione di Reja mi preoccupano soprattutto le individualità: i vari Sosa, Calaiò, Pià, Fontana e così via sono assolutamente di categoria superiore. Noi invece abbiamo il nostro punto di forza nel gruppo, siamo più squadra rispetto ai campani. E’ un po’ il discorso che facevo prima: ci aiutiamo tantissimo in mezzo al campo. Partiremo comunque alla pari, giocheremo la nostra partita assolutamente a viso aperto�.
Oltre alle individualità quali sono, secondo te, i pericoli maggiori che potrebbe portare la banda Reja alla tua Samb?
“Ritengo che dovremo soprattutto guardarci dal modo in cui vivremo i giorni che precedono le due sfide, nel senso che non dovremo stare troppo a sentire le chiacchiere e le polemiche di stampa e organi di informazione in generale. Tentiamo poi, se possibile, di non farci sopraffare dalle pressioni, anche e soprattutto quelle che proverranno dai nostri tifosi. Questo è il momento nel quale la gente di San Benedetto deve aiutarci di più�.
E i tifosi, sino ad ora, vi hanno comunque aiutato tanto. Ma quanto conterà la componente ‘ambientale’? Fa paura il ‘San Paolo’?
“Il pubblico napoletano è fantastico, c’ho giocato tre anni al ‘San Paolo’ e so quanto i napoletani ti possano aiutare. Ricordo un Napoli-Roma, in A, che giocammo di fronte ad 80.000 persone. Però credo che l’ambiente che troveremo in occasione della gara di ritorno dipenderà molto dal risultato del match del ‘Riviera’. Se riusciremo a far bene, la gente del ‘San Paolo’ potrebbe anche rivelarsi un’arma a doppio taglio per Fontana e soci�.
“E’ per questo motivo – continua Mancini – che invito i nostri tifosi, tra due domeniche, a venire più numerosi dello scorso 26 marzo, che vengano ad incitarci e sostenerci come hanno fatto sinora. La gente di San Benedetto è stata eccezionale nel corso della stagione, in serie C è difficile vedere tanti tifosi al seguito. Questo aspetto ha contribuito a farmi ambientare velocemente qui nelle Marche, devo ammettere che mi sono già attaccato all’ambiente�.
Chissà che tu non riesca anche con questa maglia a fare qualcosa di importante, come ti è successo a Foggia e Bari…
“Spero davvero che per il sottoscritto abbia modo di nascere qualcosa di importante anche da queste parti. Mi auguro di arrivare alla promozione in B con la Samb, entrando di diritto nella storia di una società che aspetta da oltre sedici anni la serie cadetta. Sarebbe bello ripetere le imprese di Foggia e Bari, vorrebbe dire lasciare il segno in una città, per la terza volta nella mia carriera�.

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