SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Trentaquattro su trentaquattro, a dispetto dell’età (trentadue ‘primavere’ suonate; “Ma io mi sento ancora molto bene fisicamente!?, giura l’interessato) e delle noie alla caviglia che negli ultimi mesi non gli hanno dato tregua, costringendolo all’applicazione di dolorose infiltrazioni.
Gianluca Colonnello – verrebbe da dire: ‘capitano dentro’, in virtù del carisma, della spiccata personalità e dell’esperienza che può vantare – sin dal primo giorno in rossoblù si è letteralmente preso sul groppone una squadra giovanissima, che annovera tra le proprie fila ventenni (Cornali, Canini, Alberti e Gazzola), ventunenni (Irace, De Lucia, Favaro, Santoni), un ventiduenne (Amodio) ed un diciannovenne (Cigarini). Gli altri non sono certo dei ‘matusa’; Mancini (37) e Tedoldi (30) sono infatti gli unici che hanno superato i trent’anni.
Il difensore abruzzese non ha mai voluto mancare ad un appuntamento. Sono cambiati gli uomini, il modulo tattico, gli avversari, ma lui è rimasto perno indiscusso della difesa rossoblù, padrone incontrastato di quella corsia di sinistra letteralmente ‘arata’ avanti e indietro, tamponare e ripartire, spezzare e poi proporre. Una grinta, una freschezza, un carattere invidiabili. Spesso lo stesso Davide Ballardini è rimasto impressionato dalla voglia di questo giovanotto di trentadue anni. Vecchietto terribile, impersonificatore di una sorta di riscossa dei decani della palla pezzata, Colonnello ha costituito la risposta al ‘mito’ dei ‘ragazzini terribili’, tormentone che in riva all’Adriatico ha iniziato ad echeggiare dopo poche giornate dall’inizio di torneo.
Gianluca, dopo una brillante carriera come la tua, con tanti anni di A e di B sulle spalle (Perugia, Lecce e Pescara, ndr), in terza serie e soprattutto a trentaduenne anni, come si possono trovare le motivazione che stai mostrando sin dal primo giorno di preparazione?
“Le motivazioni sono venute piano, piano – giura il difensore rivierasco – me le ha date il pubblico di San Benedetto che mi ha accolto bene ed è sempre stato molto generoso nei miei confronti, regalandomi tanto affetto. Cerco di dare sempre il massimo, anche perché lo devo a Vincenzo D’Ippolito, che mi ha voluto a San Benedetto e che conosco da una vita. La Samb è la nostra scommessa?.
Una scommessa che adesso contempla un’ulteriore e significativa tappa chiamata play off. La tua esperienza al servizio della gioventù in questo difficile impegno al cospetto della ‘corazzata’ Napoli?
“So quello che posso dare, farò il massimo come al solito, del resto ho già sottolineato domenica scorsa negli spogliatoi dell’ ‘Euganeo’ che con la Samb potrebbe profilarsi la più bella soddisfazione della mia carriera. Perché? Perché vengo da situazioni professionali delicate. A Lecce e a Pescara sono stato messo da parte, ho subìto di tutto e di più, hanno calpestato la mia dignità di uomo e di calciatore. Il mio obiettivo è di tornare in A, non lo nascondo, una piazza come San Benedetto del Tronto può aiutarmi in tal senso, come del resto anch’io posso dare il mio contributo a una squadra e a una città che aspettano qualcosa di importante dopo tanti anni di anonimato?.
Tra la Samb e questo ‘qualcosa di importante’ di cui parla il difensore ex Pescara, e di cui per scaramanzia non facciamo il nome, ci sono però i play off. Si tratta del terzo spareggio in carriera per Colonnello, un vero e proprio maestro delle partite ad alta tensione in cui si decide un’intera stagione. Due ‘centri’ su due. Tradotto: en plein di promozioni, ottenute con le maglie di Castel di Sangro e Perugia, contro due squadre che, come accadrà questa volta, erano nettamente favorite per la vittoria finale: allora il Livorno e il Torino, oggi il Napoli.
Due precedenti di buon auspicio.
“La tradizione mi è favorevole – annuisce il capitano – vinsi nel ’95 con la maglia del Castel di Sangro e nel ’98 col Perugia. Con gli abruzzesi sfidai prima il Livorno e poi il Fano e salimmo in C1, mentre con gli umbri spareggiamo contro il Torino per la promozione in A. Casualità, tutte e due le vittorie furono ottenute ai rigori. Due belle soddisfazioni, non c’è che dire, e la dimostrazione che gli spareggi promozione sono partite a sé stanti, che sfuggono a qualsiasi tipo di pronostico. Non conta come ci si arriva (Samb e Napoli sono, al momento, due delle squadre di terza serie più in forma, ndr), l’importante è semmai come si parte: fondamentale sarà la prima partita al ‘Riviera’. Dobbiamo giocare come a Padova, vale a dire attenti e concentrati. Chi è più attento vince?.
Entriamo allora nel ‘cuore’ della prima semifinale da disputarsi nelle Marche. I punti di forza di Samb e Napoli.
“Loro hanno giocatori di categoria superiore, una città grandissima alle spalle e soprattutto sono molto ‘potenti’ come società, mentre noi faremo leva sulle grosse motivazioni che animano ognuno di noi. Specie i più giovani hanno una gran voglia di emergere?.
Hai parlato di Napoli città che, forte della sua tradizione e del suo milione di abitanti, può vantare anche un gran numero di tifosi. Quanto peso avranno i tifosi nella doppia semifinale contro i partenopei?
“Tantissimo, ma il fatto di giocare di fronte a molte persone non penso possa condizionarci. All’andata al San Paolo, anche se c’erano ‘solo’ 40.000 persone, fino a pochi minuti dal termine stavamo vincendo – dice fiero Colonnello – i ragazzi hanno già assaporato il clima dell’impianto di Fuorigrotta e comunque debbono imparare ad esibirsi di fronte a grandi platee, visto che almeno quattro-cinque di loro il prossimo anno voleranno in A. I nostri tifosi? Sono tranquillo, sappiamo che possiamo contare su di loro. Gioco al calcio da sedici anni e posso dirti che questa è una delle migliori tifoserie in circolazione; in campionato a Napoli sono venuti in 3.000, stavolta credo verranno in almeno 4.000?.
“All’andata – continua il capitano rossoblù -si fecero sentire molto, lo faranno anche tra tre settimane, questa città ti trasmette una carica incredibile, si vede e si sente che aspettano un grosso traguardo da troppo tempo. Passassimo le semifinali, la città scoppierebbe di gioia!?.
Ti giriamo, per finire, la stessa domanda che abbiamo posto a mister Ballardini l’altro giorno: quanto crede ad un’eventuale promozione in serie B questa Samb? Esiste il rischio di un appagamento, ancorché inconscio? Avete fatto già tanto…
“Non siamo assolutamente appagati, siamo in corsa per la B e ci puntiamo. Abbiamo, tutti, motivazioni da vendere. Loro sono favoritissimi, è naturale, ma ci snobbano e questo potrebbe costituire un punto a nostro favore. Ci sottovaluteranno come hanno fatto tutte le squadre di alta classifica del girone da inizio campionato. Dalla Campania non fanno altro che parlare della finale e della promozione in B, sono sicuri di raggiungere questo traguardo. Personalmente, sono abituato a parlare dopo. O meglio, sarà il campo a parlare?.

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