Samb. E’ riesploso in modo fragoroso l’amore per la Sambenedettese Calcio. Amore non limitato ai tifosi ‘tradizionali’ ma generale, insomma la Samb è rientrata nelle famiglie come tanti anni fa. Ricordo che fino a 15 anni or sono la nostra squadra di calcio era vista come un gioiello di famiglia. Non è un’esagerazione (molti sambenedettesi posso confermarlo) ma quando la Samb perdeva in casa passava la voglia di mangiare e di parlare. Anche per le mogli e le madri meno tifose era una regola che non si permettevano di ostacolare. Per fortuna accadeva raramente.
L’epilogo: il pianto a dirotto con cui molti di noi (me compreso, non me ne vergogno) accolsero le appena due retrocessioni del 1962-63 e quella più ingiusta del 1979-80. Non parliamo poi quando arrivò la notizia che la Samb era stata estromessa da tutti i campionati.
La gioia attuale è superiore anche a quella della gestione Gaucci, i cui successi erano legati ad un filo sottilissimo che se si spezzava, come poi è successo, tutto ritornava come prima. Con la stessa velocità con cui erano arrivati i successi. L’attuale gestione è vista a misura Samb. Cioè con l’idea che ogni progresso deve essere accompagnato da una sana politica societaria senza eccessi. A partire dal settore giovanile che Manfrin & C. vogliono riportare ai fasti antichi.
Contro tutto questo dovrà misurarsi il Napoli se vorrà iniziare la risalita verso campionati che gli sono più congeniali.

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