PADOVA – Domenica 15 maggio 2005, Padova-Sambenedettese, ultimo atto della stagione regolare e match che decide l’assegnazione di uno dei due posti play off ancora rimasti.
Si respirano umori diametralmente opposti tra le due fazioni ultras: la sud appare desolatamente spoglia – una sola bandiera nera con la scritta “Diffidati presenti?, mentre attaccate alla vetrata troviamo le polemiche scritte “Indasponibili? e “Libertà per i diffidati…nessuna resa?, in riferimento alle diffide piovute sulla curva biancoscudata dopo gli incidenti del dopopartita Padova-Reggiana; chiudono il quadro “Cestaro non mollare? e “Ulivieri vattene? – ma soprattutto mezza vuota.
Il dirimpettaio settore ‘popolare’ mostra invece un colpo d’occhio notevole: 1.500 e più sostenitori rossoblù – coloratissima la porzione presidiata dai Baldi Giovani, molti indossano le caratteristiche t-shirt arancioni – con al seguito una miriade di striscioni, bandierine, bandieroni (bella la new entry, bianca, targata Inferno Rossoblù), stendardi e tanto, tanto entusiasmo. Presenti insieme ai marchigiani l’Onda d’Urto sezione Friburgo, insieme ad un’altra delegazione proveniente dalla Germania, i tifosi del Bayern Monaco, in riviera nel recente passato in occasione delle partite al cospetto di Pescara (play off 2002-’03), Teramo e Napoli (ambedue nel torneo in corso).
Bello il siparietto in apertura di gara con l’indimenticato Francesco Zerbini (sulla panchina biancorossa) che va a salutare la gremita curva nord, la quale gli dedica un bel “Certe persone non le scordi….Zerbini sempre nei nostri ricordi!?.
Gli ospiti, i quali avevano iniziano a dare spettacolo quando ancora mancano almeno venti minuti al fischio d’apertura, palesano subito motivazioni di ben altra consistenza rispetto ai padroni di casa, che invece iniziano col freno a mano tirato, inscenando uno sciopero del tifo di circa quindici minuti, le cui motivazioni vanno ricercate nei provvedimenti giudiziari mossi a carico di alcuni esponenti della curva dopo i sopraccitati incidenti con i tifosi della Reggiana. I rivieraschi provano quasi a scuoterli dal loro torpore, stuzzicandoli con sfottò e cori contro.
Silenzio di tomba sul fronte patavino, caldo e incessante il sostegno di marca rossoblù. E meno male che tribuna e distinti provano di tanto in tanto, specie sugli attacchi di Tarozzi e soci, a surriscaldare l’addormentato ambiente di casa. Gli ultras biancoscudati si distinguono solo per i ‘bu-bu’ razzisti all’indirizzo di Leon.
Dopo circa un quarto d’ora anche la curva sud prende a sostenere gli uomini di Ulivieri (oggi in tribuna perché squalificato), e finalmente si accende a pieno la partita del tifo. Arriva subito dopo però il gol di Marco Martini e la ‘bombenera’ rivierasca esplode, mentre il ‘piccoletto’ di Gradara si invola sotto il settore ospite per festeggiare il nono ‘sigillo’ stagionale.
Si accendono ulteriormente gli animi quando intorno al 20’ il Padova non interrompe cavallerescamente il gioco per permettere i soccorsi a Marco Taccucci, a terra sulla metà campo dopo uno scontro di gioco con un avversario.
Ma intanto la torcida sambenedettese ‘balla con Simone’ ed è un autentico spettacolo – sprecato per la categoria – vedere oltre 1.200 paia di mani svettare in aria, battere l’una contro l’altra e poi indicare il prato dell’ ‘Euganeo’, quasi a voler giocare a fianco dell’undici vestito di rossoblù.
Al 31’ giunge il raddoppio di ‘bum-bum’ Martini (con tanto di inchino verso la nord) e alla gioia marchigiana fa da contraltare la delusione veneta con la curva di casa che espone un eloquente “Ulivieri – Favero (diesse patavino, ndr) – giocatori grazie per l’ennesimo fallimento?, tenuto susino al termine della prima frazione di gioco. Nel mentre si sprecano gli insulti contro l’intero staff tecnico e dirigenziale biancoscudato, ad eccezione del presidente Marcello Cestaro.
Di lì a poco in ogni caso si chetano completamente i sostenitori biancorossi; scatenata al contrario la dirimpettaia curva nord: battimani, sbandierate continue, cori di giubilo e persino un momento di pacificazione-accordo tra le due opposte fazioni ultras negli sfottò all’allenatore Renzo Ulivieri. Come dire: cose ultras.
La ripresa si apre con una sciarpata griffata Onda e soci, mentre la sud sembra non aver più voglia nemmeno di contestare, con molte persone che si sono oramai sedute in maniera sconsolata. Si ridestano dopo una decina di minuti per chiarire che “il Padova siamo noi?.
Cala leggermente il sostegno ospite a inizio secondo tempo; seppure la partecipazione nell’accompagnare i cori con le mani è pressoché immutata, non tutti si prodigano con la necessaria convinzione. Ma dura poco, perché l’annullamento del gol di Ciro Ginestra e poi l’espulsione di Manetti, conferiscono un po’ di pepe alla contesa. Per Martini, sostituito, c’è intanto la passerella sotto la nord.
Onda d‘Urto e compagnia, a nemmeno metà ripresa sono ormai padroni assoluti della partita del tifo; la sud ha infatti inequivocabilmente mollato: tutti seduti e via gli striscioni per far posto alla sopraccitata scritta di contestazione contro tutte le ‘componenti’ biancoscudate.
Nuovi tazebao anche per i tifosi rossoblù, quelli a firma del Gruppo Grottammare (“Per la maglia avete dato tutto La curva Nord vi porta rispetto?) e dell’Onda d’Urto (“Ultras d’Italia mai moriranno…per ogni diffidato cento ne verranno?).
Scene di assoluto entusiasmo nell’ultimo quarto d’ora: battimani da brividi, sciarpate – da pelle d’oca quella intonata sulle note dell’inno sambenedettese per eccellenza “nuttate de lune? – vessilli al vento e ancora tanta, tanta voce al servizio della causa.
Un tifo in crescendo insomma nella ripresa, quando a risultato ormai acquisito tutti rivolgono il pensiero alle semifinali play off: “Lottare per sognare…carica ragazzi!? lo striscione srotolato dalla Curva Massimo Cioffi poco prima del 90’.
Sugli scudi ancora una volta il canto tutto ‘argentino’, incontrastato leit-motiv delle ultime esibizioni della compagine di mister Ballardini, il quale fa da preambolo alle pazza corse a ringraziare i tifosi di, nell’ordine, squadra, allenatore e presidente.
Come recitava uno stendardo comparso nel settore ospiti: “San Gennaro arriviamo!?…

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