SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Tornerà allo stadio ‘Euganeo’, nella Padova che lo forgiò come uomo e al contempo come calciatore, a distanza di sei anni, con indosso la maglia della Sambenedettese. Marco Martini ha iniziato la propria carriera con la società di via Sorio, uno dei club più ‘nobili’ dell’intero Veneto calcistico, quando il settore giovanile biancoscudato annoverava fior fiori di calciatori. Una ‘cartolina’ dalla riviera firmata dall’attaccante rossoblù: “Ho ricordi molto belli – dice convinto il giocatore – a Padova mi hanno indirizzato nella vita da calciatore, ho militato nel settore giovanile biancorosso dall’età di 13 anni sino ai 19, mi hanno coccolato, ho imparato tanto, anche perché c’erano giocatori di livello come un certo Alessandro Del Piero�.
Flash back patavino: stagione 1997-’98, serie B. L’anno della retrocessione in terza serie, l’inizio, inesorabile, di un declino tuttora in corso di svolgimento. La ‘favola’ del Padova dei primi anni Novanta, fucina di campioncini in erba, ma soprattutto capace di volare in A e di rinverdire i fasti dell’ ‘era Rocco’, volge al termine. Martini in quella disgraziata annata – sulla panchina biancorossa si alternarono Bepi Pillon e Mario Colautti – colleziona sette presenze, riuscendo persino a realizzare una rete, nel derby contro il Treviso.
“Bella emozione il primo gol da professionista, rammento con grande piacere anche l’esordio in cadetteria che avvenne a Cagliari. Posso dire che quel momento mi ha profondamente cambiato: prima vivevo più spensierato, mentre da lì ho cominciato a pensare con la testa da calciatore, ho immaginato seriamente che quello potesse diventare il mio mestiere�.
“In ogni caso – aggiunge Martini – ero molto giovane, nel complesso posso dire di non essermi legato molto alla città e all’ambiente in generale�.
Anche perché subito dopo, è storia dell’anno successivo, improvvisamente nessuno sembra più credere nel ragazzo dalla faccia pulita venuto da Gradara. Nonostante la retrocessione, Martini inanella appena tre gettoni.
“Con il Padova sceso in C1 – ricorda l’attaccante della Samb – sembrai non rientrare più nei piani di allenatore (Colautti, ndr) e dirigenti (il presidente era Cesarino Viganò, ndr). Ma non ho rimpianti, quell’anno non giocai praticamente mai, ma soprattutto non voglio generare alcun tipo di polemica, domenica prossima abbiamo una partita troppo importante, non conviene creare tensioni inutili�.
Il bomber rivierasco è dunque già proiettato alla sfida dell’ ‘Euganeo’, match decisivo per le sorti delle due contendenti: ne va dell’accesso ai prossimi play off. Nell’attuale rosa biancoscudata ci sono quattro calciatori con cui Martini ha giocato nel recente passato, vale a dire Antonioli e Mariniello, ex compagni di squadra nella Vis Pesaro, e Bedin e De Franceschi, insieme al Padova nelle due stagioni sopraccitate.
C’è anche chi invece, parliamo di Francesco Zerbini, condivide con Marco Martini, la condizione di ex di turno. I loro destini tornano ad incrociarsi dopo più di un anno e mezzo: la stagione passata infatti la punta aretina vestiva il rossoblu, mentre Martini militava ancora nelle file della Vis Pesaro. Proprio al ‘Benelli’ la compagine allora allenata da Sauro Trillini violò l’impianto pesarese grazie a due doppiette, quella di Lele Scandurra e quella del ‘barone rosso’. Martini poté poco o niente contro la furia degli avanti rivieraschi; entrò in campo al 7’ della ripresa, ma non combinò granché.
“Zerbini – dichiara Martini – non lo conosco di persona, ma so, anche per esperienza diretta che è un buon attaccante�.
Se l’anno scorso la punta aretina risultò decisiva per le sorti della Sambenedettese, ora tocca al ‘piccoletto’ di Gradara prendere per mano i rossoblù e condurli verso l’ambizioso traguardo dei play off, magari con un gol. Affatto facile se pensiamo che il Padova dovrà, se vorrà centrare il medesimo obiettivo, battere i marchigiani con almeno due reti di scarto. Pronostico in ogni caso a favore della banda Ballardini?
“Non mi voglio sbilanciare, anche per scaramanzia – dice Martini – guardo solo in casa nostra: non faremo calcoli, giocheremo con la voglia di sempre, la volontà è quella di fare risultato, di partire con il proposito di vincere. Che gara mi aspetto? Sarà il Padova a dover fare la partita, loro devono vincere a tutti i costi, quindi avremo tanti spazi a disposizione, aspetto naturalmente a noi molto congeniale. Dovremo sfruttare al meglio l’arma del contropiede. Di certo – aggiunge – non vedrete la stessa partita di domenica scorsa, con il Martina tutto chiuso dietro che ha pensato solo a picchiare. Ce la giocheremo, ne sono sicuro�.

QUI PADOVA. Non giungono novità di rilievo dal Veneto. Mister Ulivieri è sempre alle prese con una nutrita lista di infortunati e indisponibi: non danno segni di grande miglioramento infatti i vari Maniero, Zerbini, Antonaccio e De Franceschi, i quali quasi certamente saranno costretti al forfait domenica prossima. Un undici ancora tutto da decifrare quindi quello che il tecnico di San Miniato opporrà alla Sambenedettese, nella sfida che vale una stagione.
Segnaliamo invece che tra due giorni, allo stadio ‘Euganeo’ il Calcio Padova ripeterà la bella iniziativa cui aveva aderito nel recente passato, vale a dire quella di invitare nella tribuna dell’impianto patavino venti ragazzini bielorussi provenienti da Chernobyl, ospiti dell’associazione “Per un Sorriso” a Rovolon. Si ripeterà pure un’altra iniziativa, quella che permetterà l’accesso gratuito allo stadio di 2.000 alunni delle scuole medie superiori.
Infine diamo notizia che domenica prossima, Padova e Samb, come tutte le formazioni di terza serie, prima del fischio d’apertura aderiranno all’ottava giornata nazionale “Donazione e trapianto di organi”, finalizzata alla diffusione della cultura del trapianto e all’incremento del numero di donatori.

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