SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Crescono le donazioni d’organi nelle Marche. Nel 2004 la nostra regione è stata la prima in Italia per numero di donatori totali in rapporto agli abitanti. Questo il dato saliente emerso dalla conferenza stampa svoltasi questa mattina presso la Sala Convegni dell’Ospedale di S.Benedetto. “I risultati ottenuti lo scorso anno – spiega il dott. Paolo Rossi, coordinatore locale per la donazione organi – hanno fatto sì che ad Ancona sia stato istituito di recente il Centro Trapianti. Si tratta di un importante traguardo soprattutto per i 95 pazienti in attesa di trapianto”.
“L’introduzione della legge 91 del ’99, che ricalca sostanzialmente quella spagnola, ha rappresentato una svolta per la donazione d’organi. I motivi di questa crescita devono essere ricercati anche nella sensibilità dei marchigiani e nella corretta informazione degli organi di stampa”
L’ospedale di S.Benedetto ha fornito il proprio contributo per la crescita delle donazioni: “Il nostro ospedale – ha aggiunto Rossi – dimostrato di essere parte attiva di questo progresso con due donazioni multiorgano nel 2004 e con il costante aggiornamento dell’Unità di Operativa di Chirurgia per il prelievo dei reni”.
Il prof. Ugo Marinangeli, presidente dell’Aido comunale, ha posto l’accento sull’importanza della collaborazione tra il personale sanitario e l’associazione: “I dipendenti della nostra zona sanitaria e i medici dell’ospedale hanno risposto sempre con il massimo impegno all’attività dell’Aido”. Domenica prossima, in occasione della giornata nazionale per la donazione e il trapianto d’organi, in viale Secondo Moretti l’Aido avrà un proprio stand informativo.
Il dottor Giuliano Anconetani, direttore del presidio ospedaliero: “L’ospedale di S.Benedetto è ai livelli delle altre zone territoriali marchigiane. Grandi meriti vanno riconosciuti alla competenza professionale raggiunta nella realtà degli espianti multiorgano. Presto saremo in grando di aumentare il potenziale nel campo dell’espianto di cornee”.
La dott.ssa Giovanna Picciotti, direttrice del distretto sanitario territoriale, ha sottolineato l’importanza di una profonda trasformazione culturale per la diffusione della donazione d’organi: “La drammaticità della richiesta di consenso all’espianto può essere attenuata con un adeguato percorso formativo e con il consenso preventivo all’espianto che può essere dato presso gli sportelli del distretto sanitario territoriale”.

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