PADOVA – Si vive intensamente la settimana che porta all’ultimo atto del torneo edizione 2004-’05. La gara di domenica prossima, al cospetto di una Sambenedettese che si sta dimostrando compagine d’alto lignaggio, in serie positiva da sei turni (per un totale di dodici punti messi in cascina) e che lontano dal ‘Riviera’ non perde dallo scorso 20 marzo, quando cedette l’onore delle armi, sul filo di lana, all’Avellino, è di quelle che valgono una stagione. Ma, è questo il punto, i patavini non sono pienamente padroni del proprio destino, visto che occorrerà vedere anche quale risultato uscirà fuori dal match tra Lanciano e Reggiana. Come se non bastasse, l’incertezza che nel girone B l’ha fatta da padrone sin da inizio torneo, pare ulteriormente esplicitarsi nei continui ritardi e rinvii del verdetto che la Caf deve emettere in merito ai fatti di Reggiana-Benevento dello scorso 26 marzo. Tre punti in più per la società emiliana cambierebbero, non poco, gli equilibri, già precari, della lotta per un posto play off.
Ieri il sodalizio biancoscudato ha palesato, per bocca del diesse Renato Favero, tutto il suo sconcerto in relazione ad un verdetto che verrà emesso solo dopo la fine del campionato. Cambiare l’attuale stato di cose non può esser fatto, dunque all’intero clan veneto conviene gettarsi anima e corpo nella partita di domenica prossima. Da vincere, a tutti i costi, almeno con due gol di scarto, come abbiamo più volte ricordato. Anche per non generare, qualora dall’Abruzzo giungessero notizie favorevoli a Tarozzi e compagnia, rimpianti di alcun tipo. Tradotto: pensare prima a casa propria.
Non sono pochi però i problemi cui mister Renzo Ulivieri, tra l’altro squalificato per l’ultima esibizione della stagione (si tratta della tredicesima squalifica cui il ‘focoso’ tecnico di San Miniato incorre nel corso della sua lunga carriera), deve far fronte: Manetti, Maniero, Zerbini, Antonaccio e De Franceschi sono alle prese con guai fisici tutti da valutare. Si preannuncia un Padova rimaneggiato al cospetto della Samb, anche se oramai i biancorossi hanno fatto l’abitudine a simili situazioni, visto che da inizio stagione gli infortuni, spesso di entità non trascurabili, ne hanno segnato (e condizionato) il cammino.
Alla luce anche delle citate possibili defezioni l’ambiente veneto potrebbe inconsciamente valutare ulteriormente ridotte le chance di tagliare il traguardo play off. Il presidente patavino Marcello Cestaro non mostra troppo ottimismo in proposito: “Serve un piccolo miracolo – sentenzia il patron biancoscudato – perché si devono verificare due condizioni: che la Reggiana non pareggi, e che il Padova batta per due a zero la Sambenedettese. Sono meno convinto di altre volte. Mi auguro che i biancorossi esprimano grinta, carattere, voglia. Perché se questa squadra gira, non ce n’è per nessuno: le vittorie non vengono da sole. Nella vita, se si vuole, si vince, anche se non sempre con il cento per cento di probabilitàâ€?. Ma l’imprenditore veneto è soprattutto preoccupato per un aspetto rimarcato da lui stesso in diverse circostanze: “Manca nei giocatori la grinta che ci vorrebbe: l’abbiamo visto più volte, sappiamo che è cosìâ€?.
Parole simili Cestaro le aveva pronunciate all’indomani del deludente pareggio di Teramo: “Ancora una volta – aveva osservato – i giocatori hanno dimostrato di non avere grinta. Sono amareggiato. Ero convinto che questa volta ce l’avrebbero fatta, nonostante il campo piccolo, stretto, difficileâ€?. E invece, come sappiamo, non è andata così. Tra tre giorni servirà un altro Padova.

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