Quando ha iniziato a fare politica?
Ho iniziato a fare politica nel ’99 insieme a Stefano Stracci fondando la sezione della Sinistra Giovanile. Siamo passati dai tre iscritti di sei anni fa ai quasi cento di oggi. Le recenti elezioni amministrative rappresentano la mia prima esperienza politica diretta, anche se ho partecipato alle precedenti campagne elettorali. Mi sono candidato nella lista “Uniti per la città? nelle file del partito dei Democratici di Sinistra e sono stato eletto con 141 voti.
Quali sono le sue passioni, politica a parte?
Sono studente universitario al corso di Laurea in Conservazione dei Beni Culturali a Fermo e conto di laurearmi nei prossimi due anni. Come quasi tutti i giovani sono appassionato di calcio e faccio parte della società calcistica Polisportiva Monteprandone che milita nel campionato di Terza categoria. Inoltre sono appassionato di musica, teatro, cinema e quando posso cerco di partecipare a tutte le iniziative culturali.
Perché è consigliere con delega al turismo?
Studiando Conservazione dei Beni culturali e avendo tra i docenti Massimo Montella (esponente del sistema museale umbro ed ex collaboratore del Ministro Melandri) credevo di poter partecipare allo sviluppo turistico di Monteprandone. Ho raccolto questa sfida in quanto il nostro Comune ha notevoli potenzialità da sfruttare in questo senso.
Cosa ne pensa della situazione turistica della Riviera delle Palme? E a Monteprandone?
Numeri alla mano il turismo balneare non è poi così in crisi come si vuol far sembrare. C’è bisogno di una maggiore collaborazione tra il turismo balneare e quello dell’entroterra. Pochi giorni fa si è chiuso il BEA (Borsa Enogastronomica e dell’Artigianato) la quale è stata un’ottima iniziativa che tenta di creare un connubio vincente tra il mare e le nostre splendide colline. I miei predecessori hanno valutato Monteprandone come punto di “transito? tra Ascoli e San Benedetto; mentre è possibile sviluppare un sistema di pernottamento, oltre ad offrire tipicità enogastronomiche e quella “pace? che il turista dei nostri giorni cerca per sfuggire allo stress quotidiano delle grandi città.
Ha alcune idee per il rilancio del turismo a Monteprandone?
Abbiamo già avuto delle risposte positive con l’Associazione culturale “I sapori del Piceno? la quale ha avuto la sua prima uscita ufficiale in occasione della Festa di San Giacomo della Marca dove i ristoratori hanno riproposto un menù di quel tempo utilizzando prodotti strettamente locali, coniugando un ottimo rapporto qualità/prezzo e trovando la soddisfazione di chi ne ha potuto usufruire. Di sicuro ci saranno altre occasioni in questo senso che vedrà protagonisti gli ottimi prodotti locali. Il mio sogno è quello di costituire una Fondazione San Giacomo che si occupi non solo di turismo religioso ma che faccia diventare Monteprandone un nuovo polo turistico culturale.
Stefano Stracci ci ha detto che c’è una nuova partecipazione dei giovani alla politica. È realmente così?
Si dice spesso che i giovani non si interessano di politica, ma mi trovo in disaccordo. I giovani guardano alla politica a modo loro, magari non militando direttamente all’interno dei partiti politici. Rispetto al ’99, quando è nata la sezione di Sinistra Giovanile, la situazione è notevolmente cambiata e quindi mi sento di condividere a pieno quanto ha affermato il mio amico Stefano. Siamo una generazione che a differenza dei nostri genitori e dei nostri nonni ha poche speranze di migliorare la situazione attuale; soprattutto per quanto riguarda la precarietà dell’impiego che l’attuale governo centrale non sta sostenendo con il vigore necessario.
Cosa manca ai giovani di Monteprandone e della Riviera delle Palme in particolare?
Manca soprattutto la conoscenza della propria storia e l’orgoglio di appartenere a questa Terra. Tutti i week-end assistiamo alla transumanza verso la Riviera e se rivolgiamo la stessa domanda agli stessi interessati….. beh non saprebbero cosa rispondere. Non mancano certo i centri di aggregazione; quello che manca è la capacità di confrontarsi con i coetanei su temi importanti. I tempi di oggi non permettono questo perché c’è un accesso individuale ad ogni tipo di offerta: ciò porta troppo spesso a pensare al proprio “io?, piuttosto che in termini di pluralità. Di fronte ad un computer si sta da soli; prima davanti ad un giornale si stava in gruppo.

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