SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Nella domenica in cui, per una volta, nella massima serie le gare si sono disputate tutte nel medesimo orario, nella domenica in cui l’anticipo e il posticipo costituivano antipatiche aberrazioni del calcio moderno da mettere momentaneamente nel cassetto, la terza serie ha maledetto uno degli incontri in programma, quel Milan-Juve catalizzatore di interessi, soldi, mass media e tifosi. Già, tifosi.
Non solo uno stadio esaurito per il match dell’anno che vale un’intera stagione, ma anche appassionati di tutta Italia e simpatizzanti che fanno a gara per prendere visione dell’ ‘evento’ principe sugli schermi delle televisioni a pagamento. Tradotto: vera e propria fuga dagli impianti delle categorie minori. Pensate che in C2 la Pro Sesto, in occasione dell’incontro al cospetto della Biellese, vero e proprio crocevia per la promozione dei padroni di casa, ha fatto entrare i tifosi gratis! A margine: l’idea non ha riscosso un gran successo, se è vero, come è vero, che alla fine al ‘Breda’ si sono potuti contare all’incirca 1.500 presenti.
Sfugge all’antipatica quanto deprimente sopraccitata tendenza lo stadio ‘San Paolo’ di Napoli, teatro del big match della giornata numero trentatré nel C1/B tra Napoli e Rimini: 34.108 gli spettatori, con oltre un migliaio di sostenitori romagnoli. Tanto di cappello.
Sufficienza invece per lo ‘Zini’ di Cremona (4.541 ufficiali, ma si parla di circa 7.000 tifosi sugli spalti; donne e bambini entravano gratis) – ovvero l’unico impianto della divisione ovest a proporre numeri quantomeno all’altezza della categoria, anche se nello spicchio di Lombardia grigiorossa si festeggiava il ritorno in B della ‘Cremo’ – per il ‘Giglio’ di Reggio Emilia (3.345), per il ‘Partenio’ (3.156; ma in casa biancoverde si pensa ormai ai play off) e per il ‘Riviera delle Palme’ (3.859), dove i rossoblù si giocavano la possibilità di accedere con una domenica d’anticipo agli spareggi per la cadetteria.
E a proposito del ‘Riviera’ se è quantomeno doveroso tirare energicamente le orecchie a chi è rimasto a casa, o meglio, davanti al televisore, va invece un grande plauso a coloro i quali hanno risposto all’appello lanciato nei giorni scorsi dalla tifoseria organizzata, perché ancora una volta hanno dimostrato tutto il loro attaccamento alla causa. Lasciateci però togliere il classico sassolino dalla scarpa: perché quell’interesse e quella gioia sollevatisi da svariati settori, nell’accogliere il risultato di una squadra (la Juve) che giocava a tanti chilometri di distanza?
Detto questo, la palma del migliore in campo – certo che sì, giocavano anche loro! – alla Curva Nord Massimo Cioffi, autrice non solo dell’ennesima coreografia di livello, ma anche e soprattutto di una prova corale di assoluto spessore: sostegno incessante impreziosito da almeno una mezzora (i primi e gli ultimi quindici minuti di gara) da pelle d’oca. Se la Samb a Padova, domenica prossima, si giocherà l’accesso alla semifinale play off, loro, in serie B, andrebbero promossi di diritto.
Uno sguardo infine alle presenze negli stadi sinora non menzionati. Ad eccezione dei 2.865 del ‘Matusa’ di Frosinone – in programma lo scontro diretto, in chiave play off, tra i locali ed il Grosseto – le restanti platee ‘vantano’ dati poco consoni alla categoria. Infatti: 1.218 a Como, 1.132 a Benevento, 1.127 a Lucca, 1.107 a Novara, 1.070 a Teramo, 1.019 ad Andria, 994 ad Acireale, 974 a Sassari, 616 a Cittadella (e pensare che i granata si giocavano la permanenza in terza serie), 471 a Pesaro, 365 a Chieti e 246 a Prato.

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