SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Domenica 8 maggio, Sambenedettese-Martina, penultimo atto di campionato. Partita contenitore. Più di un tema infatti nella giornata in riva all’Adriatico: l’ultima esibizione, almeno per quel che concerne la stagione regolare, degli uomini di Ballardini dinnanzi al pubblico amico (5.000 i presenti, maledetto Milan-Juve…); il ritorno, da avversario, dell’ex Sauro Trillini, ora mister della compagine della valle d’Itria; l’esordio ufficiale della mascotte rossoblù, vale a dire lo squalo disegnato dalla tifosa Sara Formentoni (al quale il presidente del Centro Coordinamento Club Livio Righetti dona una sciarpa); la possibilità, con una vittoria, di guadagnare con una domenica d’anticipo e a prescindere dai risultati delle concorrenti Padova e Reggiana, l’accesso ai tanto agognati quanto insperati (a inizio stagione) play off.
La Nord quest’oggi è un cartolina. Stupendo il colpo d’occhio offerto dalla curva Massimo Cioffi che per l’occasione saluta l’ingresso delle squadre in campo con una coreografia di livello superiore per la categoria: dapprima cartoncini girati dalla parte argentata, poi capovolti per diventare rossi e blu. La Nord diventa infine il ‘prato’ (cartoncini verdi) del ‘Riviera’ sul quale scende una maglia rossoblù con impresso il numero ‘12’. Completa lo scenario da serie superiore la scritta in transenna che recita “Giochiamo anche noi!?.
Sparuta la presenza degli ospiti, i quali presenziano la curva sud in una ventina di unità, con al seguito gli striscioni Irriducibili, Ultras Martina, Gruppo Kompatto e la scritta “Ultras liberi?.
Parte corposo il sostegno degli ultras di casa che alternano manate, cori e sbandierate incessanti. Un catino l’impianto marchigiano e quando, dopo pochi minuti il Martina passa inaspettatamente in vantaggio, nessuno sembra accorgersene perché Onda e soci premono forte sull’acceleratore e ci danno dentro col coro fatto esordire al ‘Tomei’ di Sora, quello, per intenderci, dalla cadenza tutta argentina: “E Samba facci un gol…e fallo per la Nord! Aléééé ohhhh?. Martellante e ossessivo è il canto della Nord – del resto lo avevano scritto a inizio di partita: giochiamo con voi! – basta un calcio d’angolo per rinfocolare l’entusiasmo della ‘barras brava’ rossoblù. Quando la Samb attacca gli altri settori del ‘Riviera’ tentano di dare un mano; ne scaturisce un clima estremamente incandescente.
Un primo quarto d’ora insomma molto buono, poi, un calo non solo fisiologico, ma in parte dovuto alle sofferenze palesate da Colonnello e soci. La Cioffi non smette comunque un attimo di incoraggiare i padroni di casa; nota di merito pure per i Giullari Rossoblù che tengono ‘vivi’ i distinti con il consueto, generoso e caratteristico rullio di tamburi.
Il ‘Riviera’ torna a ‘farsi bolgia’ sul finire di tempo quando i padroni di casa battono, nello spazio di pochi minuti, diversi calci di punizione, peraltro malamente sprecati. Dopo aver recuperato un poco di fiato, mettiamola così, la curva rossoblù torna a cavalcare le ali dell’entusiasmo come e più di prima. Dall’altra parte, quasi ce ne eravamo dimenticati, i pugliesi si fanno notare solo per lo sventolio di quattro o cinque vessilli biancazzurri.
Animi piuttosto accesi un istante prima del fischio di chiusura dei primi quarantacinque minuti, con un capannello di giocatori che si forma all’ingresso del ‘tunnel’ che porta agli spogliatoi.
Inizia il secondo tempo e lo ‘spartito del tifo’ non cambia: curva Nord che non risparmia un secondo voce ed energie, al contrario dei fans della valle d’Itria, in numero troppo esiguo per provare a farsi sentire. Come e più di prima: solo bandiere al vento.
Intanto anche in mezzo al campo non muta il copione: nervi tesissimi da una parte e dall’altra – a solo vantaggio degli ospiti però – e Samb che soffre parecchio a proporsi in maniera incisiva dalle parti dell’area di rigore pugliese.
Gli ultras nostrani palesano ancora una volta un atteggiamento letteralmente encomiabile: le emozioni più forti che regala il campo sono costituite dai calci d’angolo raccolti dalla Samb, eppure il settore più caldo dello stadio marchigiano non manca mai di farle sentire il proprio calore.
Talvolta scende, talvolta sale il tono dell’incitamento griffato curva Massimo Cioffi, ma non sia mai che si lasci andare ad una pausa, ancorché breve.
La Nord non molla di un centimetro ed anzi, quando la metà della ripresa è ormai superata ritorna a vestire panni sudamericani attraverso il motivetto col quale si chiede il gol. Che non arriva. Arriva invece l’episodio che scoperchia definitivamente la ‘pentola’ della ‘polveriera’ rivierasca: l’espulsione di Cardascio, reo di un fallo su Taccucci, dentro l’area di rigore nemica. Tutto il ‘Riviera’ segue la curva, la pressione esercitata dall’ambiente rossoblù seguita a farsi consistente, ma il gol – ahinoi – non giunge.
Commovente il ‘Tempio del Tifo’ che in circostanze simili dimostra di meritare appieno di potersi fregiare di un simile appellativo: cori scanditi a tutto settore, adrenalina allo stato puro che pervade i gradoni della curva di casa, adrenalina che tracima quando, minuto numero trentotto, Pompei trova un bel tiro dalla distanza che si spegne alle spalle del portiere ospite. Bolgia indescrivibile e viene naturale, alla manciata di tifosi sistemati nel primo anello della Nord, prendere in mano e mostrare lo striscione della coreografia d’apertura: “Giochiamo anche noi!?.
Balla tutto lo stadio intanto ed i canti di Onda d’Urto e c. sono dei veri e propri boati. Il “Blu? partorito di lì a poco è da pelle d’oca. Brividi che percorrono le schiene dei 5.000 presenti che vorrebbero buttarla dentro quella palla del 2-1, palla che varrebbe il ‘biglietto’ per i play off, a prescindere dai risultata di Reggiana e Padova.
Nulla di fatto (tutto rimandato all’ultima partita della stagione regolare, in quel di Padova), ma i ragazzi della Cioffi ci hanno regalato l’ennesimo, indimenticabile pomeriggio. Rimane solo il tempo per i ringraziamenti di rito alla squadra. Il ‘Riviera’, almeno per quanto concerne la stagione regolare, chiude i battenti.

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