SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Polverone, ribaltone, rimpasto. Parole che sono rimbalzate come palline di un flipper nel corso della conferenza stampa convocata questa mattina dal sindaco Martinelli per fare il punto sugli ultimi risvolti della crisi politica apertasi ufficialmente lunedì scorso durante l’infuocata seduta del consiglio comunale. “Si è sollevato un gran polverone – esordisce Martinelli – in seguito alla chiacchierata amichevole che ho fatto con il consigliere Di Francesco nei giorni scorsi. Da tempo maggioranza e opposizione si lamentavano dell’operato del presidente De Vecchis, per questo ho chiesto al capogruppo della Margherita una conferma di questa loro insoddisfazione”.
Il cambio al vertice, secondo Martinelli, non è nato da una sua iniziativa isolata o peggio ancora da una ‘vendetta’ personale per la bocciatura in consiglio della vendita delle scuole: “Ripeto, la volontà di sostituire De Vecchis è maturata a causa dell’insoddisfazione espressa a più riprese dalle forze della maggioranza”. Il primo cittadino imputa all’attuale presidente del consiglio l’aver perso di vista il proprio ruolo: “Dovrebbe solo svolgere correttamente l’incarico per cui è stato nominato, invece di occuparsi di altre questioni”.
A questo punto, l’unica strada per ‘sollevare’ De Vecchis dall’incarico sarebbe quella della presentazione di una sfiducia politica (alquanto improbabile, considerando che non avrebbe l’appoggio di An, pronta, se questa eventualità di verificasse, a presentare una contro-mozione di sfiducia al sindaco), che per essere accolta dovrebbe avere l’assenso dello stesso presidente. “Respingere la fiducia? Ci vorrebbe un bel coraggio da parte sua” la ‘velenosa’ riflessione del sindaco.
Ma a conti fatti, la proposta a Di Francesco c’è stata? “La mia intenzione era quella di offrire la presidenza all’opposizione, il capogruppo della Margherita rappresentava una soluzione”. Altro quesito: perché Di Francesco e non il capo dell’opposizione, Gaspari? “A me piacciono i moderati”. Il rifiuto del consigliere è stato secco eppure Martinelli alimenta qualche dubbio: “L’opposizione l’ha definita una pazza idea, eppure io credo che a qualcuno sia piaciuta. La chiacchierata con Di Francesco deve far riflettere il centrosinistra”. Martinelli taglio corto sull’ipotesi ventilata di ‘ribaltone’ e sull’eventuale richiesta di soccorso alla minoranza: “Proporre la sostituzione del presidente del consiglio non vuol dire stravolgere la maggioranza. Non ci sarà, come qualcuno ha voluto far credere, alcun ribaltone. Nel momento in cui costaterò che la maggioranza non c’è più, andremo tutti a casa”.
Per il sindaco l’eventuale sostituzione di De Vecchis rientra in un ampio piano di rivisitazione della situazione della maggioranza, che a breve scadenza potrebbe portare ad un rimpasto di giunta: “Prima o poi dovremo rivedere tutti i ruoli all’interno della coalizione e della squadra di governo. La sostituzione di De Vecchis costituisce un passaggio prioritario di questo percorso di rivisitazione ma non è l’unico. Non dimentichiamo che da tempo sul tavolo c’è la richiesta di un assessorato da parte di Azione Indipendente”. Dunque, ad un anno dalla scadenza del mandato, la Giunta Martinelli si prepara ad un altro travagliato rimescolamento di carte, senza esclusione di colpi, come spiega lapidariamente lo stesso sindaco: “Tutto e tutti in discussione”.
Martinelli ripercorre, infine, la concitata seduta consiliare che ha dato origine all’ennesima crisi nel centrodestra: “Dopo aver incontrato i quartieri, ero pronto a rivedere l’ipotesi di vendita delle scuole. An avrebbe dovuto ritirare l’ordine del giorno e poi discutere serenamente con la maggioranza, invece di votare il documento con la minoranza. Se vuole veramente far parte della coalizione, deve comportarsi di conseguenza”. Si annuncia un’altra estate ‘bollente’ per la maggioranza.

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