PESARO – Quale futuro per la Vis ormai ad un passo dalla C/2 e con la società messa in mora dai giocatori che rivendicano il pagamento di cinque mensilità? Al momento, mentre tornano di moda come un anno fa voci su fantomatiche cordate interessate a rilevare la società, le preoccupazioni aumentano di giorno in giorno tra i tifosi, anche perché Bruscoli non sembra intenzionato a passare la mano o se ci pensa non è disposto ad andarsene ripianando i debiti contratti soprattutto con il fisco (Irpef, Irap, Iva etc). Oltretutto si teme che la Vis possa essere ceduta ad avventurieri e che si ripeta la storia, vissuta con l’avvento dei Bartolini, Stinà e soci, che portò al fallimento della società. Non a caso il tifo organizzato al termine della manifestazione pubblica di sabato scorso all’insegna, come scritto negli striscioni, del “Bruscoli vattene? e “No al fallimento?nel corso dell’incontro in municipio ha chiesto alla amministrazione comunale di farsi interprete delle loro preoccupazioni, di attivarsi per capire le intenzioni di Bruscoli e per trovargli un sostituto. Un’emergenza che non potrà essere affrontata con i tempi lunghi della vagheggiata e per i più irrealizzabile public company, come peraltro aveva sottolineato il vice sindaco Barbanti, bensì dandosi da fare nei prossimi 30-40 giorni. Compito di verificare la situazione con Bruscoli e valutare le possibili alternative che nei prossimi giorni verrà portato avanti da una specie di unità di crisi composta dal sindaco Ceriscioli, dal suo vice Barbanti e dagli assessori Gennari e Pieri .

Fonte: corriereadriaticonline.it

Copyright © 2017 Riviera Oggi, riproduzione riservata.
(Letto 480 volte, 1 oggi)