SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Tutta colpa dell’honduregno. Chi? Julio Cesar Leon, naturalmente. Il suo arrivo in riviera, lo scorso gennaio, è coinciso con accorgimenti tattici che hanno dapprima procurato più di qualche perplessità in seno alla critica e alla tifoseria, ma poi conferito alla compagine allenata dal bravo e capace mister Ballardini, una fisionomia di ferro. A prova di play off, verrebbe da dire. Ma siccome la scaramanzia non è mai troppa, limitiamoci al presente che si chiama Martina (impegno tutt’altro che abbordabile), e al passato, fatto di diverse situazioni tattiche, prima di riuscire a trovare quella giusta, complice anche il mercato di riparazione come detto, quella che sta regalando alla città delle palme un sogno chiamato…Beh, l’avete capito.
Il modulo cui facciamo riferimento è il 4-2-3-1 di ispirazione milanista e per uno come Davide Ballardini, che ha trovato in Arrigo Sacchi uno dei suoi più illustri maestri, se non è ironia della sorte poco ci manca.
Mettete un Leon in più – calciatori della sua classe, pur essendo l’honduregno sinonimo di ‘genio e sregolatezza’, è dura non farli giocare in serie C – e un Vidallè in meno. Occorre inventarsi qualcosa là davanti perché la Samb che ha tirato la carretta per l’intero girone di andata (con un bilancio più che positivo; leggi i 26 punti totalizzati) è rimasta orfana dell’italo argentino Vidallè, ceduto all’Acireale e poi al centro di una curiosa querelle tra il sodalizio di Viale dello Sport e quello siciliano. Occorre farlo a partire dalla trasferta di Giulianova, prima del girone di ritorno e domenica dell’esordio di Leon. Dal 4-4-2 o al limite il 4-3-1-2 (con Bogliacino a supporto delle punte), schemi adottati da Ballardini per metà torneo esatto, si passa al citato ‘alberello di Natale’. Le ‘palline’ (leggi terminali offensivi)? Leon-Bogliacino-Martini, con l’attaccante di Gradara a fungere da punto di riferimento più avanzato. Al ‘Fadini’ però i rossoblù perdono malamente, dopo essere tra l’altro passati in vantaggio.
Ecco allora il ripensamento nella notturna contro il Foggia – si torna ai due attaccanti (Martini-Aberti) – ripensamento che però dura lo spazio di una partita: da Rimini in poi si andrà sempre avanti col modulo che sta facendo le fortune della Samb.
Sono solo numeri a mio modo di vedere – sostiene convinto Ballardini interpellato a proposito – abbiamo fatto bene in tutti e due i gironi, solo che in precedenza avevamo un giocatore come Vidallè, mentre da gennaio è arrivato Leon, calciatore dall’indole più offensiva. Ci siamo risistemati dal punto di vista tattico, ma credo che siano cose che debbono passare in secondo piano, ciò che conta davvero è che abbiamo sempre fatto fronte ai vari contrattempi, ai cambiamenti anche di organico che via via si sono succeduti. Siamo stati bravi, dobbiamo continuare ad esserlo?.
Domenica prossima stessa ‘minestra’. Rientra Leon, fuori a Sora per il turno di squalifica cui è incorso dopo l’esultanza nel match casalingo al cospetto del Lanciano. La formazione anti-Martina è però in alto mare. Modulo a parte, of course.
Ballardini ha infatti tenuto a riposo anche oggi, i vari Colonnello, Bogliacino e Amodio, alle prese con i noti acciacchi. I tre si sono allenati a parte. Si spera naturalmente di recuperarli. Fabio Femiano invece non ha lavorato per niente: i medici hanno detto al difensore centrale che dovrà stare a riposo sino a martedì prossimo, a causa dell’ematoma che si è procurato nella gara col Lanciano.
La squadra nel pomeriggio è stata impegnata sul campo della Cuprense (Prima Categoria), imponendosi sui locali per 7 reti a 0. In gol Martini, Tedoldi (due), Favaro, Canini, Alberti e Santoni.
Il tecnico rossoblù ha risistemato una difesa simile a quella che è scesa in campo al ‘Tomei’ di Sora, vale a dire con l’accentramento di Taccucci, a far coppia con Canini, posizionando invece sugli out Irace e Alfredo Femiano. A centrocampo, il duo Cigarini-De Rosa, sugli esterni Leon e Tedoldi, con Favaro in appoggio a Martini, a fare quindi le veci di Bogliacino.

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