SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Conosciamo meglio l’Alesiani allenatore: come ti sei formato, dove hai allenato?
Ho iniziato ad Offida dove in precedenza ero giocatore, all’età di 27 anni. In seguito ho avuto esperienza al Porto d’Ascoli, a Porto San Giorgio e quindi di nuovo al Porto D’Ascoli. Lo scorso anno andai al Giulianova dove allenavo gli Allievi Nazionali.
Come è nato il tuo rapporto con la Samb?
A Giulianova mi trovai in disaccordo con il nuovo responsabile tecnico e mi feci da parte. Nel frattempo arrivò la chiamata di Manfrin, attuale Responsabile del settore giovanile sambenedettese: per me è stata l’apoteosi, essendo di San Benedetto.
Che rapporto hai con la nuova dirigenza?
Ho la stima del Responsabile del Settore Giovanile e un buon dialogo con mister Ballardini. Tuttavia tra la prima squadra e il settore giovanile c’è una certa distanza, mentre a Giulianova c’èra una collaborazione più stretta. Al momento, seppur senza una grande programmazione, si sta lavorando per definire i programmi futuri.
Lo scorso anno, Voltattorni (attuale allenatore degli esordienti) mi disse che i giovani di oggi non avevano più l’attaccamento alla maglia rossoblù di un tempo.
Le cose sono cambiate, grazie all’arrivo di stimati professionisti qui alla Samb. Quest’anno la società ha fatto un miracolo per allestire una buona prima squadra, e quindi, per il settore giovanile, è stata data una impostazione di massima. Purtroppo l’era Gaucci, per il settore giovanile, è stata di totale aridità. I ragazzi devono capire che, per indossare la maglia rossoblù, si devono fare sacrifici. Devono abituarsi a delle rinunce e a vivere a “scuola e Samb?.
Com’è il rapporto con le famiglie dei giovani calciatori?
Da parte mia ci sono dei contatti informali, ma penso che questo sia un compito a cui deve dedicarsi la società. Oggi un ragazzo ha tutto e sempre, specie a San Benedetto. Qualcuno considera noi allenatori una sorta di assistente sociale ed educativo…
Torniamo sul campo. La migliore formazione giovanile è proprio quella dell’Allievi Regionale, che disputa il campionato regionale. Come mai?
Era già un buon gruppo. La mia bravura è stata quella di far “esplodere? i ragazzi, anche grazie alla mia esperienza passata in un campionato nazionale come quella disputato con il Giulianova. Siamo già qualificati per la fase interregionali, dove incontreremo le vincenti di altri regioni. Se dovessimo farcela, approdetermmo alle finali nazionali.
Labanti è uno dei bomber della tua formazione.
Labanti è la punta dell’iceberg della squadra: è una buona punta e si allena spesso anche con la prima squadra. Ha qualità fisiche, tecniche, ma soprattutto caratteriali: per essere un buon calciatore devi essere forte tecnicamente ma devi avere soprattutto una buona testa.
Ti avvali di collaboratori?
Sfortunatamente no, anche se ho 27 ragazzi in rosa…Tuttavia i rapporti con gli altri allenatori del settore giovanile sono ottimi.
E invece con le altre formazioni dell’hinterland sambenedettese?
Il rapporto era parecchio incrinato, ma sia Manfrin che Beni si stanno impegnando al massimo per ricucire tale strappo. Sono stati svolti parecchi provini.
Quali sono le prospettive per i giovani rossoblù?
Auspico che nella prossima stagione si disputi il torneo Allievi nazionale. Se si vogliono far crescere veri calciatori, occorre misurarsi con formazioni forti e ben attrezzate. Spero che la dirigenza vada verso tale direzione.
Ed il futuro di Alesiani?
Non si può essere mai certi di nulla, soprattutto nel mondo del calcio dove conta più il “sapersi vendere? che il saper allenare o giocare. Ed io purtroppo non son bravo a “vendere? la mia persona…
Settore giovanile: punto di partenza o punto di arrivo?
Dipende…potrebbe essere anche un punto di arrivo se si lavorasse in una società che punta alla grande sul settore giovanile, investendo molto, utilizzando metodi professionistici.
Quindi non ti precludi nulla?
A me piace molto allenare e, appena ne ho la possibilità, cerco sempre di migliorare la mia formazione professionale, anche viaggiando molto per vedere allenamenti e metodi di lavoro differenti. Non mi precludo nulla ma per il momento sto benissimo alla Samb!
Non mi resta allora che farti un grosso in bocca al lupo per la fine del campionato…
Crepi e un ringraziamento particolare al vostro giornale, unico a rendersi conto che a San Benedetto esiste pur sempre il Settore Giovanile della Sambenedettese Calcio…nel bene e nel male.

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