PADOVA – Giusto ieri avevamo dato notizia dei due episodi – quello accaduto sull’A14 tra tifosi napoletani e laziali e quello dell’ ‘Arturo Valerio’ di Melfi tra i sostenitori gialloverdi e quelli potentini – che hanno funestato la domenica di campionato di serie C. Ce n’è sfuggito uno, e nemmeno di poco conto, concernente gli scontri avvenuti dopo il big match del trentaduesimo turno del C1/B tra Padova e Reggiana.
Al termine della partita dello stadio ’Euganeo’ una trentina di ultras biancoscudati sono usciti dalla curva sud, hanno aspettato quasi un’ora e poi hanno raggiunto, passando dietro alla tribuna est, il parcheggio recintato dei tifosi reggiani dove erano in sosta sette pullman e alcune auto. I tifosi locali hanno in breve dato inizio ad un fitto lancio di pietre e sassi all’indirizzo degli ospiti, tentando anche di scavalcare la recinzione. Un gruppetto dei quattrocento ospiti presenti in Veneto, si è a sua volta diretto contro gli assalitori cercando di reagire.
Un tifoso reggiano, un trentanovenne con precedenti, è rimasto ferito ad un avambraccio (prognosi pari a sette giorni), durante le cariche di alleggerimento delle forze dell’ordine. Da segnalare che anche cinque poliziotti hanno riportato ferite giudicate guaribili dai tre ai dieci giorni.
Ieri mattina la Digos ha riguardato i filmati registrati dai colleghi della Scientifica. Almeno la metà degli ultras biancoscudati sono stati riconosciuti. Indagato a piede libero per resistenza e violenza a pubblico ufficiale il tifoso emiliano rimasto ferito come i poliziotti. Per tutti i tifosi in questione il rischio è che scatti l’interdizione dagli stadi per tre anni.
Di seguito riportiamo il comunicato redatto nella giornata odierna dalla società del Padova Calcio, con cui il presidente biancoscudato Marcello Cestaro intende prendere le distanze dalla frangia più esagitata della tifoseria biancorossa.
La Società rimane sconcertata nell’apprendere la notizia di scontri e disordini avvenuti tra le opposte tifoserie.
Nulla durante l’incontro lasciava presagire questo epilogo che appare ancor più ingiustificato.
Ciò non ha nulla a che vedere con lo sport!
La piccola frangia, che a questo punto non si può neanche definire tifoseria biancoscudata, va isolata in accordo con i veri tifosi, con la città di Padova tutta e le Autorità di pubblica sicurezza alle quali va tutto il nostro apprezzamento e la nostra solidarietà per quanto accaduto agli agenti in servizio.
La nostra Società ribadisce con fermezza la propria condanna per ogni forma di violenza, da qualsiasi parte essa provenga.
Ciò spiace ancor di più per l’impegno che noi tutti da sempre ed in particolar modo nell’ultima settimana avevamo espresso per prevenire ogni forma di razzismo e di violenza anche in considerazione della diffida pendente sullo stadio Euganeo.

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