SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Le Marche del pallone e Sauro Trillini. L’attuale tecnico del Martina ha speso una vita, come giocatore prima e come allenatore poi, nella regione natia: Ancona, Maceratese, Jesina, Fermana, Osimana, Vigor Senigallia, Biagio Nazzaro, Samb. Tanti colori ha vestito e poi difeso, mille emozioni ha ‘attraversato’ prima di dimostrare, in uno spicchio di Puglia, che uno come lui può starci in terza serie. Da uomo semplice e alla mano qual è, non se la sente di stilare una lista di preferenze in merito alle esperienze maturate: “Ovunque sia andato sono stato bene, non mi sembra giusto fare una scaletta. Tutte le esperienze che fai, la categoria non ha importanza, specie da allenatore, sono importanti e ti formano?, dice convinto.
Quando giunse in riviera, era il 22 luglio 2004, affermò, sulle ali dell’entusiasmo, “Sento di avere già del sangue rossoblù?. Sottoscrive?
“Confermo quanto detto in sede di presentazione – risponde Trillini – le mie parole furono il frutto della gioia di quel momento, per aver avuto una possibilità importante in una piazza importante. Quanto dissi rispondeva a verità; l’ho dimostrato dando tutto alla causa e valorizzando dei giovani che adesso stanno facendo il bene della squadra?.
Dalle Marche alla valle d’Itria. Quella biancazzurra si sta rivelando un’esperienza fantastica: arrivato a Martina Franca lo scorso primo dicembre, quando Da Silva e compagnia stazionavano sull’ultima poltrona della graduatoria del girone B, pian piano ha saputo, anche grazie ad alcuni innesti mirati ‘centrati’ nel corso del mercato di riparazione, innescare una scalata che sinora ha contemplato appena tre ‘fermate’: Giulianova, all’esordio, Rimini e Pesaro, l’ultima in ordine cronologico e, soprattutto, la più incredibile.
“Un incidente di percorso – si affretta a dire il mister dorico – acqua passata, domenica abbiamo dimostrato che ce lo siamo lasciati alle spalle. Ora dobbiamo solo pensare a completare l’opera, manca ancora molto, a dispetto delle due sole partite al termine della stagione regolare, visto che ci sono tante squadre che vogliono evitare i play out?.
Già, ora si parla di salvezza diretta, ma fino a qualche mese fa sarebbe bastata, all’intero entourage pugliese, la ‘lotteria’ degli spareggi per non retrocedere. “E’ così – ammette molto onestamente Trillini – la prima cosa che abbiamo pensato di fare, al momento del mio arrivo a Martina, è stato quello di evitare l’ultimo posto. Adesso siamo molto più sopra, merito nostro, abbiamo fatto un bel lavoro, ‘correndo’ sin da subito. Non dobbiamo fermarci?.
Ma Sauro Trillini se l’aspettava una chiamata da Martina Franca o comunque da una squadra di Serie C?
“Certo che sì, ho fatto tanto per restare nel giro che conta. E’ stato importante rientrare nella categoria, tra l’altro in un girone difficile ed equilibrato. La chiamata del sodalizio pugliese ai più può apparire strana, ma non al sottoscritto, visto che il mio nome è stato suggerito al presidente Chiarelli da uno stretto collaboratore della società biancazzurra, il quale mi conosce bene e mi stima. Del resto l’esperienza di San Benedetto ‘fa curriculum’, allenare in una piazza simile vale quanto quattro o cinque anni di categoria. Non è facile per nessuno guidare la Sambenedettese?.
E a proposito di San Benedetto, domenica prossima mister ritrova il ‘Riviera’, ancorché da avversario, dopo poco più di un anno: l’ultima volta era lo scorso 8 marzo 2004, Samb-Giulianova (0-0). Con quale stato d’animo torna?
“Torno tranquillo. Un anno è poco, ma può anche apparire lunghissimo. Ora sono sulla panchina del Martina, sto bene in Puglia e quello a cui tengo maggiormente è la salvezza della mia squadra, che equivarrebbe a due campionati vinti. Per quel che concerne la Samb, ripeto ciò che ho affermato più volte: dell’esperienza in rossoblù mi rimane il grosso rammarico di non aver potuto concludere il lavoro iniziato. Stavamo in piena zona play off, c’erano giocatori nuovi, qualche infortunato, insomma difficoltà che nell’arco di un torneo capitano. Poi è successo qualcosa di ‘strano’, e non mi riferisco a niente in particolare, nel senso che è imputabile a tutte le componenti, ovvero squadra, società e tifosi?.
I tifosi. Quelli della Samb all’andata non le hanno certo riservato attestati di stima. Serba loro rancore?
“No, assolutamente. Ci tengo a sottolineare che in passato ho anche ricevuto attestati di stima dai tifosi rivieraschi, certamente una parte di loro, ma per me quello che più conta adesso è la partita. Non posso permettermi di pensare al ‘contorno’. Se mi aspetto i cori di scherno e i fischi del ‘Riviera’? Mi aspetto il solito grosso tifo dei sostenitori di casa, come solo loro sanno fare; ben vengano i fischi se poi la mia squadra si salva. Ripeto: ciò che più conta è che il Martina domenica prossima faccia risultato, non vogliamo arrivare all’ultima giornata con l’assillo del risultato e soprattutto aspettando favori dagli altri?.
Per chiudere il capitolo del ‘passato’, non le pare che in Puglia si sta prendendo la sua personale rivincita contro quanti l’avevano criticata?
“Non parlerei di rivincita, anche se è chiaro che mi fa piacere poter dimostrare tutto il mio valore, ma sai, qui a Martina Franca non c’è lo stesso ambiente di San Benedetto. Quello rossoblù è molto più difficile da gestire, ci sono più pressione e poi, se vogliamo entrare nello specifico, la stagione scorsa la piazza non ha voluto accettare i programmi iniziali della famiglia Gaucci, ovvero mantenimento della categoria e valorizzazione dei giovani. Stavamo facendo tutto bene, come ho detto prima, poi è successo quello che è successo?.
“La conferma della bontà del mio lavoro, in ogni caso – continua Trillini – è venuta al momento in cui il mio predecessore non ha saputo fare meglio di me: la Samb ha prima perso l’imbattibilità esterna e poi è uscita dalla zona play off, segno che le colpe non erano tutte le mie. Lo stesso Gaucci, in privato, ma poi anche in pubblico, rilasciando dichiarazioni su alcuni giornali, ha ammesso di avere sbagliato con il sottoscritto?.
E della Samb attuale cosa ne pensa? Se l’aspettava così in alto? Quale o quali giocatori, tra quelli nell’organico rossoblù, vorrebbe avere nel suo Martina?
“Vado con ordine. Per quanto concerne l’attuale posizione in classifica occupata dalla Samb, devo dire che non mi sorprende affatto. Tra l’altro a dicembre sul Corriere dello Sport dissi che quella rivierasca sarebbe stata la sorpresa della stagione. E tanto è stato. Stanno meritatamente raggiungendo i play off.
Per quello che riguarda i giocatori, io mi tengo i miei e Ballardini, naturalmente, i suoi. Se proprio dovessi fare una scelta a livello affettivo, porterei via Martini e Taccucci, ma solo perché li ho avuti con me e dunque sono rimasto legato a loro, come agli altri che ho avuto il piacere di allenare. Eravamo un bel gruppo, lo posso assicurare?.
Concludiamo la lunga chiacchierata con Sauro Trillini chiedendogli del suo futuro, pur sapendo che in precedenza, al momento della chiamata sulla panchina biancazzurra, l’accordo sancito con il sodalizio di Gianfranco Chiarelli, consistette in un contratto sino a giugno.
“Sono in scadenza – annuisce il tecnico anconetano – e quindi, lo sapevo sin dall’inizio dell’avventura pugliese, il mio futuro è legato a questi ultimi quindici giorni, sempre sperando di evitare i play out. Tutti i discorsi che faremo sono legati al raggiungimento della salvezza. Per adesso preferisco non guardare oltre?.
Fermiamoci dunque al presente, il quale racconta, almeno per ora, che il Martina non è lontano dal traguardo del mantenimento della categoria, traguardo eventualmente da “dedicare alla famiglia che sta facendo tanti sacrifici, vista la lontananza da casa?. E’ l’augurio che facciamo a Sauro Trillini, magari senza che si debbano scombussolare i piani del collega Davide Ballardini. Come dire: a ognuno i propri obiettivi.

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