SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Il ‘personaggio’ della settimana è Dino Rutolo, nuovo direttore artistico dell’Istituto Musicale “Antonio Vivaldi”. Rutolo, clarinettista diplomatosi al Conservatorio di Fermo, succede a Guerrino Tamburrini, l’ex direttore ‘storico’ rimasto in carica per molti anni. Trentasettenne, il nuovo responsabile della scuola ha iniziato la sua carriera musicale con Davide Di Clemente proprio al Vivaldi, alternando poi l’attività concertistica con quella didattica. Ha partecipato a diversi master e seminari in giro per l’Italia e all’estero, e fino allo scorso anno si è anche occupato del corso di orientamento musicale del corpo bandistico di S. Benedetto. Recentemente ha anche realizzato delle produzioni con il S. Carlo di Napoli e con la Scala di Milano, e attualmente si occupa della gestione di progetti speciali legati alla musica per le scuole elementari e medie.
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Da quanto tempo è direttore dell’Istituto Vivaldi?
Rivesto il ruolo di direttore artistico da metà febbraio, dopo le dimissioni di Guerrino Tamburrini. A novembre 2004 è stato bandito il concorso, al quale ho partecipato arrivando secondo, e sono stato chiamato dopo la rinuncia del vincitore.
Quali sono le caratteristiche per gestire una scuola di musica?
Per rivestire questo ruolo occorre, oltre ovviamente alle competenze, una certa esperienza sia in ambito concertistico che didattico. I punti di riferimento restano comunque i grandi teatri, in cui circolano grandi direttori e musicisti. Si cerca di riportare tutto questo nella realtà locale, e riversare nella scuola le proprie conoscenze. Nello specifico l’obbiettivo primario è comunque quello di rilanciare e riqualificare l’Istituto Vivaldi, che rappresenta l’unica realtà istituzionale a S. Benedetto.
In che direzione si muoverà l’Istituto nel futuro?
Con la riforma dell’istruzione musicale i conservatori diventeranno delle università, degli istituti di alta cultura a cui si potrà accedere solo con la maturità. Quindi per entrare in questi atenei sarà necessario frequentare delle scuole medie o dei licei musicali e il Vivaldi dovrà sicuramente muoversi in questa direzione, trovare la forma istituzionale più adatta e garantire dei corsi riconosciuti. Si potrebbe pensare anche alla trasformazione in liceo o alla collaborazione con qualche Università…le idee non mancano, speriamo solo di riuscire a metterle in atto.
Quali sono i corsi attivati al Vivaldi?
Ovviamente tutti quelli per cui i ragazzi ne fanno richiesta, suddivisi in corsi di musica classica (con lezioni teoriche di solfeggio) e moderna. Pianoforte, violino, flauto, oboe, fisarmonica, sassofono, chitarra, canto, ma anche batteria, chitarra elettrica, basso elettrico, tastiere e quant’altro. Poi abbiamo i corsi di propedeutica per i bambini dai 4 ai 7 anni.
Il prossimo anno l’Istituto Musicale Vivaldi celebra il decimo anno di attività. Ci saranno dei festeggiamenti particolari?
Sicuramente non mancheranno degli eventi di rilievo che sottolineino i trent’anni e contribuiscano a rendere la scuola più visibile. Spero tuttavia che l’anno scolastico 2005-2006 l’Istituto riesca ad imboccare una direzione definitiva, su cui lavorare in maniera produttiva.
Secondo lei S. Benedetto è viva musicalmente? È una città che si presta alla nascita di nuovi fermenti?
Non penso che la città sia in grado di produrre e dare nuovi stimoli, piuttosto rimane defilata rispetto alle nuove ricerche musicali: in questo campo Fermo è molto più stimolante di San Benedetto. È una situazione che ho avuto modo di sentire sulla mia pelle, già quando frequentavo il liceo mi sentivo un pesce fuor d’acqua. Questo perché S. Benedetto è una città senza tradizioni, è cresciuta senza una storia alle spalle, e di questo ne risente: e anche gli eventi di rilievo non riescono a richiamare il grande pubblico.
Come mai si è arrivati ad una situazione così stagnante?
Eccezion fatta per pochi casi, negli ultimi anni si è lavorato male. Chi era deputato alla ‘promozione’ ha preferito puntare sulla propria immagine piuttosto che su quello che faceva, sulla facciata piuttosto che sulla sostanza. Non c’è il contesto adatto per garantire un certo tipo di crescita, di miglioramento globale.
Dopo la stagione concertistica del Comune, organizzata con l’Associazione “Franz Schubert”, quali sono i prossimi concerti in programma?
Nell’ambito di ‘ScenAperta’, il programma di eventi promosso dall’Assessorato alla Cultura per la stagione estiva, stiamo organizzando tre concerti alla Palazzina Azzurra, luogo perfetto per questo tipo di manifestazioni.

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