FOGGIA – L’addio è ufficiale. Qualche giorno fa soltanto una indiscrezione (riportata dalla Gazzetta), oggi una certezza sulle cui cause nessuno sembra disposto a dirla tutta. Fino in fondo. Aldo Teta non è più il presidente dell’Us Foggia, da qualche giorno ha smesso di essere il 43° «numero uno» della storia del club dauno. Al suo posto Giuseppe Coccimiglio, l’amministratore delegato del club. Dopo una serie di tira e molla (non ultimo il dopo partita di Foggia-Cittadella, 17 aprile scorso, quando le dimissioni vennero categoricamente smentite e invece erano state presentate il giorno prima), lo ufficializza lui stesso in un breve ma sentito comunicato: «Sento il dovere di esprimere i miei più vivi ringraziamenti – si legge nella nota – ai rappresentanti delle istituzioni, questore, presidente dell’amministrazione provinciale, sindaco e assessori del Comune di Foggia. Un saluto affettuoso va ai dipendenti dell’Us Foggia e a Giuseppe Coccimiglio, che con la sua fiducia mi ha consentito di vivere questa meravigliosa esperienza». A questo punto della vicenda un distinguo sembra più che opportuno, indispensabile. L’avvocato Teta è un foggiano doc, a differenza di Coccimiglio (calabrese di origine ma trapiantato in Toscana). Nelle parole del presidente si avverte, in qualche maniera, la necessità di prendere le distanze dall’incerto destino del Foggia. Per questo saluta i dipendenti, a secco di stipendi da cinque mesi, per questo si cimenta in un addio così misterioso e a puntate culminato nel comunicato diffuso ieri mattina. L’impressione è che Teta, appunto da foggiano, non voglia più assistere allo stillicidio di auspici e promesse, di bilanci e previsioni che hanno portato il club in questo stato a un solo anno dal fallimento. E l’Us Foggia? Queste dimissioni, le ha accettate o le ha respinte? Nessun commento dalla società (restiamo a disposizione per eventuali repliche), nonostante Coccimiglio sia a Foggia già da qualche giorno. Sul fronte stipendi nessuna novità, cioè non sono stati pagati. Così come nessuna novità arriva dal fronte delle cordate imprenditoriali che potrebbero rilevare la società.

Fonte: c1siamo.com

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