ASCOLI PICENO – In netta controtendenza il settore dell’artigianato rispetto alla flessione generale del numero di imprese che ha caratterizzato il Piceno all’inizio del 2005 con gravi ripercussioni sull’occupazione. Infatti, mentre nel Piceno le aziende alla data del 31 marzo 2005 erano complessivamente 45.885 con una flessione di 212 unità rispetto all’inizio dell’anno (-0,46%), il numero delle imprese artigiane, nella “provincia più artigiana d’Italia? come il Piceno continua a crescere.
Dall’inizio del 2005 fino al 9 marzo scorso, secondo le elaborazioni della Cna di Ascoli sui dati della Commissione Provinciale dell’Artigianato della Camera di Commercio risulta che le iscrizioni siano state 268 contro 140 cancellazioni e un saldo positivo di 128 nuove imprese artigiane. “La crisi dei consumi – sottolinea Maria Desiree Basili, direttrice provinciale della Cna di Ascoli – unita al ristagno dell’economia del vecchio continente, la concorrenza di nuovi Paesi sui mercati mondiali come ad esempio quella cinese e i tragici avvenimenti internazionali hanno prodotto una situazione con pesanti effetti negativi, particolarmente nel settore moda. Nel contempo però, il comparto dell’artigianato sta reagendo e si registrano iscrizioni di aziende che operano in nuovi settori?. È indubbio comunque che si sta protraendo una situazione di difficoltà con ripercussioni che sono state pesanti nell’artigianato, non tutelato dalla legislazione nazionale (ad eccezione dello scorso anno nel settore calzaturiero) per il ricorso agli ammortizzatori sociali.  In un quadro di crescenti difficoltà si è pertanto rivelato fondamentale l’intervento dell’Ebam, Ente Bilaterale Artigianato Marche, attraverso il Fondo di sostegno al reddito. Il 2005 è cominciato all’insegna di un protrarsi della situazione di difficoltà economica, soprattutto per il sistema moda e per le aziende del settore manifatturiero in generale. L’Ebam avrà modo di svolgere un ruolo importante anche quest’anno per il sostegno al reddito di imprenditori e dipendenti delle imprese artigiane e per tutti quegli interventi previsti da un sistema della bilateralità che nelle Marche ha dimostrato di funzionare. L’Ebam insieme con le parti sociali sollecitano l’intervento della Regione per estendere la cassa integrazione all’intero comparto moda.

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