NOME: Associazione Sportiva Sora

ANNO DI FONDAZIONE: 1907

COLORI SOCIALI: maglia bianconera a strisce verticali, calzoncini e calzettoni bianchi

CENNI STORICI: l’AS Sora – il club ciociaro più antico – nasce nel lontano 1907, su impulso, narrano le cronache dell’epoca, di un giovane venuto dal nord (Genova) il quale fece scoprire il fantastico gioco del football (nella città ligure il Genoa FC era nato già da tempo, ovvero nel 1893) al piccolo centro ciociaro. La società bianconera ottiene il primo risultato di prestigio nella stagione agonistica ’32-’33, quando approda nel campionato di I divisione, corrispondente all’attuale serie C, a girone unico. Dopo sei stagioni in I divisione inizia un lunghissimo periodo buio per il calcio ciociaro: campionati dilettantistici o al massimo la serie D. I bianconeri rivedono la “luce? solo negli anni Novanta, quando dopo quasi mezzo secolo tornano ad essere protagonisti: il Sora edizione ’91-’92 guidato dall’allenatore Claudio Di Pucchio, dall’attaccante Pasquale Luiso (alias “il toro di Sora?) e dal presidente Antonio Fiorini “prende a spallate? la porta del professionismo conquistando la sospirata C2 dopo lo spareggio contro il Sulmona. Lo stesso anno, unica nota stonata della stagione, il team di Di Pucchio perde la finale di Coppa Italia Dilettanti al Flaminio di Roma contro la Torres.
Il Sora retrocede subito in quarta serie, ma ritorna con altrettanta celerità al piano di sopra (’94): ancora spareggio e stavolta la vittima sacrificale di turno è la Turris che allo stadio Curi di Perugia viene piegata dal rigore decisivo battuto da Luiso.
Le due stagioni successive sono state le più belle in assoluto della quasi centenaria storia delle casacche bianconere ciociare: un settimo ed un sesto posto. Il risveglio dal sogno è però brusco visto che al termine dell’annata ’96-’97 i bianconeri tornano mestamente in C2 in seguito agli sfortunati play out disputati contro la Nocerina. Fu quello anche l’anno che segnò l’esonero del mister più amato nella storia del sodalizio di via Lungo Liri Cavour: Claudio Di Pucchio, il quale dopo le “parentesi tecniche? contrassegnate dai vari Castellucci, Petrelli e Papagni, tornerà a Sora per riportare la squadra in C1 (200-2001). Il tutto avviene – dopo le semifinali play off perse contro il Benevento nel ’98 ed i vittoriosi play out al cospetto del Tempio nel 2000 – in maniera assolutamente inopinata. La squadra è praticamente quella che l’anno prima ha faticato oltremodo a mantenere la categoria ed invece stavolta dopo un bel campionato si concede il lusso, nella finale play off, di fare un grosso “dispetto? al Catanzaro, sostenuto al Ceravolo da 25.000 tifosi.
La C1 da allora è stata sempre mantenuta, seppure con molti affanni. Nel 2002 i play out contro il Castel di Sangro, poi la retrocessione l’anno successivo, dopo gli spareggi (due 0-0) con il Giulianova. L’estate 2003 però regala alla città ciociara il ripescaggio in terza serie e alla fine della passata stagione mister Capuano – subentrato ad ottobre a Sciannimanico – centra l’impresa di condurre alla salvezza il team bianconero: fondamentale la vittoria per 1 a 0 ottenuta all’ultima giornata sul campo di un L’Aquila già retrocesso.

CITTA’: Sora – città di circa 28.000 abitanti in provincia di Frosinone – è di antichissime origini, si pensa che il suo nome derivi dalle voci di origine indoeuropea “Sor?, monte di terra, o “Tsor? cioè rupe, luogo impervio, termini che ben descrivono il monte che la sovrasta. Proprio su questo monte si trovano le testimonianze più antiche, come i numerosi reperti ceramici risalenti all’età del ferro e protostorici e le mura in opera poligonale risalenti al IV sec. A..C. e opera dei Volsci, antico popolo preromano, di cui Sora era tra le città più importanti.
Il centro ciociaro, attraversato dal fiume Liri, è ricco di storia e architetture da ammirare: il duomo (con campanile e portali romanici), per esempio, ricostruito dopo un incendio e ristrutturato varie volte. Oppure la cinta muraria che nonostante i terremoti cui la città è stata sottoposta in diverse epoche, è rimasta in piedi. Interessanti le chiese di Santa Restituita, di San Francesco e di San Domenico (in stile romanico-gotico).
Nei dintorni possiamo visitare le Cascate del Liri e Isola del Liri (7 km), o all’ingresso del paese la Cascata Vallatoio, la Cascata Grande e il Castello Boncompagni. Poco fuori la suggestiva Cascata dell’Anitrella.

STADIO: “Claudio Tomei?. Costruito nel 1930 – allora prese il nome dalla via che lo ospita, ovvero via Sferracavallo – è capiente per 5.500 posti circa e presenta un solo settore coperto, quello di tribuna. Oltre ai distinti il Tomei contempla due curve contenenti all’incirca 1.300 posti: la curva Ferrovia, occupata dai tifosi di casa e la curva Del Cavaliere, il settore destinato agli ospiti. Distante dal centro appena mezzo chilometro, l’impianto ciociaro pur essendo di dimensioni assai ridotte consente di vivere la partita sul campo nel migliore dei modi in virtù degli spalti a ridosso del terreno di gioco.

TIFOSERIA: Sora è città relativamente piccola e dunque non offre un bacino d’utenza impressionante; tra l’altro è costretta a “dividersi? il pubblico con l’altra realtà (con la quale esiste una forte rivalità) ubicata nelle immediate vicinanze: Frosinone. Se a questo aggiungiamo che il club bianconero non ha dalla sua una grossa tradizione sportiva e che Roma e Lazio catalizzano le attenzioni di gran parte della regione, ecco spiegato il non sbalorditivo seguito di cui godono le maglie bianconere.
Il seme ultras sorano germoglia piuttosto tardi rispetto alle altre realtà italiane – il fatto è strettamente connesso all’anonimato in cui era costretto il Sora da tanti, troppi decenni . Siamo verso la fine degli anni Ottanta e nascono gli Skizzati ’88, gruppo portante della curva Ferrovia fino a pochi mesi fa – il 12 dicembre 2004 infatti il gruppo comunica la decisione di autosospendersi “per una serie di fattori come la mancanza di ricambio generazionale e l’assenza di mentalità?.
Nel corso degli anni alle citate entità se ne affiancano delle altre, fra cui Boys, Companeros, Sorani, Estranei, Ultras, Avvelenati e Kollassati. Attualmente nella Nord sono presenti gli striscioni di Skizzati, al centro, Estranei, Brigate Loske, Teste Matte e Sorani, oltre alla scritta “dal 1907 AS Sora?, dietro la quale spesso si riuniscono tutti i gruppi in occasione delle trasferte.
Trend solitamente piuttosto negativo per la tifoseria bianconera – nella stagione in corso la media spettatori all’ex Sferracavallo è pari a 2.514 unità – che in curva Nord si ritrova in poche centinaia di anime e che per le gare fuori del Lazio non riesce praticamente mai a presentarsi in numero decente.
La storia tifosa della realtà sorana del resto è caratterizzata soprattutto da momenti di mediocrità, ad eccezione degli episodi storici vissuti dal sodalizio di via Lungo Liri Cavour: lo spareggio contro il Sulmona nel ’92 – valse la promozione in C2 dopo cinquant’anni di astinenza – onorato dai 1.500 di Pescara all’andata e dai 10.000 al ritorno, sul neutro di Frosinone per via della contenuta capienza del Tomei; oppure i 5.000 del Flaminio a Roma per la finale di Coppa Italia Dilettanti; o i 1.800 supporters al Curi di Perugia per lo spareggio C1 al cospetto della Turris.
Buoni afflussi al Tomei ed in qualche circostanza in trasferta si registrarono nelle annate successive (’95-’96 e ’96-’97), quelle per intenderci degli storici settimo e sesto posto.
Concludiamo accennando ai rapporti della tifoseria bianconera con le altre realtà nostrane. Buoni rapporti – ma non possiamo parlare di vere e proprie amicizie con Ceccano e Castellammare di Stabia, mentre annoveriamo l’odio atavico per Frosinone – coi quali si disputa il derby ciociaro per antonomasia – e le tensioni con Turris, Trapani, Nocerina, Lodigiani ed un po’ tutte le abruzzesi.

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