SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Che ne sarà del Piceno, colpito da una crisi del settore produttivo che sta provocando un’inarrestabile emorragia di posti di lavoro? E la Riviera delle Palme riuscirà ad ottenere servizi sanitari adeguati alle richieste dei cittadini? Domande impegnative a cui nei prossimi cinque anni la nuova Giunta regionale dovrà necessariamente rispondere. Il presidente Spacca non si è sottratto alle nostre sollecitazioni.

Nel Piceno in due anni sono andati persi più di 5 mila posti di lavoro, a causa della crisi del settore economico produttivo. Qual è la soluzione giusta per ripartire?
La politica assistenzialista della Cassa del Mezzogiorno ha allontanato il sud delle Marche dal modello marchigiano di sviluppo. Sono nate imprese che non hanno avuto le capacità manageriali di affrontare le sfide della competizione globale. Occorre quindi allineare lo sviluppo del piceno al resto della regione. Sul fronte degli interventi, a breve la Regione ha già previsto la detassazione dell’IRAP per calzaturiero e sistema moda e gli interventi per un piano straordinario di ammortizzatori sociali. Oltre a questo, occorre una vera politica nazionale di difesa attiva del Made in Italy. Ma il problema rimane strutturale, in questo senso ci sarà l’azione incisiva della Regione.

La sanità sambenedettese soffre da anni di un complesso d’inferiorità nei confronti delle altre zone territoriali marchigiane, motivato, secondo molti, dalla scarsa attenzione del governo regionale alle problematiche locali. Il suo parere
Non è così. La riforma sanitaria assegna a tutti i territori, quindi anche a San Benedetto, un ruolo da protagonisti attraverso la programmazione che avviene nelle zone. Questo nel rispetto dei principi fondamentali che sono alla base della riforma: universalismo ed equità, solidarietà, sussidiarietà, cooperazione tra strutture, integrazione tra sanità e sociale. Non dimentichiamo che il nostro modello è preso ad esempio, l’ultimo “giudizio? che ha largamente “superato? è quello severo dell’Università Bocconi.

La Riviera delle Palme è definita da tempo la regina del turismo nelle Marche, eppure gli ultimi dati dell’Eurispes parlano di un calo considerevole di viaggiatori stranieri nel territorio dal 2001 ad oggi. Come invertire questa tendenza?
La Riviera delle Palme è un’eccellenza nel panorama del turismo marchigiano e lo è insieme al suo entroterra. Occorre qualificare l’offerta e offrire il territorio in maniera unitaria, facendo incontrare mare, aree interne, cultura, ambiente, produzioni artigianali, gastronomia e tradizioni. In questo senso ci vuole un protagonismo progettuale del territorio, dove tutti gli attori devono essere coinvolti. Ci vuole, nella sostanza, una capacità attrattiva, guardando verso altri Paesi: anche per il turismo dobbiamo seguire la rotta di Marco Polo, quindi guardare ad Oriente, alla Russia, ai Balcani, alla Cina, al Giappone, agli Emirati arabi.

Sulla viabilità picena si concentrano tante proposte: arretramento e declassamento dell’A14, terza corsia, tangenziali autostradali. Le idee si trasformeranno mai in fatti?
La Regione Marche sta esaminando il progetto presentato dalla società autostrade nel tratto che è stato finanziato tra Rimini e Pedaso ed è fortemente interessata a questa scelta, che finalmente dovrebbe ridurre il congestionamento dall’asse autostradale, che è molto aumentato negli ultimi anni, soprattutto per quanto riguarda il mezzo pesante. Dobbiamo cogliere questa occasione per passare dalle idee ai fatti, tenendo conto delle esigenze dei singoli comuni, ma senza rinunciare o ritardare l’obiettivo finale. Non dimentichiamo l’importanza della strada Mezzina che la Regione sta finanziando con la provincia e che consentirà un’interconnessione valliva diretta tra Ascoli e Fermo.

La realizzazione variante collinare è un’altra priorità per la viabilità locale. La Regione ha previsto un intervento a riguardo?
La variante potrebbe essere inserita nelle opere di interesse regionale una volta definita la soluzione della statale 16 e della terza corsia autostradale tra Pedaso e San Benedetto.

Altra emergenza per la viabilità del nostro territorio è il ‘decongestionamento’ della Statale 16. Nei programmi del centrosinistra è contemplata una proposta in merito?

Un progetto è allo studio da tempo e si vuole arrivare, come previsto dal programma, ad una condivisione ampia con i comuni e le province interessate.

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