Gentile direttore, per l’ennesima volta la ricorrenza del 25 Aprile nella nostra città mi da l’occasione di intervenire sul ruolo di città capofila che l’Amministrazione di centrodestra non riesce a giocare. Credo sia al limite del superfluo ricordare che il 2005 coincide con il 60° della Liberazione dell’Italia dalle forze nazi-fasciste.
Credo che i più siano consapevoli di quello che è stata la lotta di Liberazione per il nostro Paese; ma evidentemente non è così per tutti. In particolare occorre considerare il fatto che per le nuove generazioni non è così scontato capire i valori della lotta partigiana.
Diciamo molto brevemente che l’Italia nel periodo che va dal 1943 al 1945 ha vissuto uno straordinario periodo in cui hanno prevalso la voglia di riscatto e l’orgoglio nazionale. Se è vero che alto è stato il tributo degli alleati per la liberazione del nostro Paese, altrettanto vero è che gran parte dei territori italiani sono stati liberati dalle varie formazioni partigiane.
L’Italia riuscì in quegli anni a riconquistare la libertà soprattutto perché fu capace di un moto di unità: si seppero saldare il valore della libertà con quello del lavoro. Il maggior tributo venne infatti pagato dai lavoratori. E non è un caso che il primo articolo della nostra Carta Costituzionale reciti che l’Italia è una Repubblica fondata sul lavoro.
La celebrazione del 60° anniversario doveva essere quest’anno l’occasione anche per riflettere serenamente sulla volontà del centro-destra di modificare la Costituzione Repubblicana.
Non ci scordiamo che il centro-destra, in questi ultimi mesi, ha posto al centro del dibattito parlamentare e non, anche la riabilitazione dei soldati della Repubblica di Salò; quindi il 25 aprile poteva e doveva rappresentare non solo una rievocazione di qualche cosa che è lontano nel tempo e nei ricordi, ma poteva essere il momento giusto per avviare un dibattito quanto mai attuale.
In tutto questo contesto, che molto sinteticamente ho tentato di definire, mentre tutta l’Italia celebra nel modo più solenne possibile questa ricorrenza (a Milano nonostante una giunta di centro-destra si terrà la celebrazione ufficiale con la partecipazione delle più alte cariche dello Stato) nella nostra città, questa amministrazione è capace di perdere un’altra importante occasione. Negli anni passati seppure con qualche polemica si è continuato a celebrare il 25 Aprile con una cerimonia solenne in Sala Consiliare, invitando tutti i sindaci del nostro comprensorio. Subito dopo il corteo assisteva alla deposizione delle corone nei luoghi che ricordano i caduti di terra e di mare della Prima e della Seconda Guerra Mondiale.
Quest’anno invece, non solo si è scelto un profilo ancora più basso, ossia nessuna commemorazione ufficiale in Sala Consiliare, nessun invito alla cittadinanza a partecipare alla solennità di questa ricorrenza, ma neanche i consiglieri comunali sono stati invitati per la deposizione delle corone. Meno che mai l’invito è stato rivolto a coloro che hanno combattuto per la nostra libertà: i partigiani.
La cosa che forse più ci ferisce è che nella stessa giornata in cui nulla si fa per la memoria, viene organizzato un evento eccezionale a cui si da grande risalto, anche a mezzo stampa: la giornata del Pony.
Allora credo sia giusto chiedersi quale messaggio, quale modello questa amministrazione voglia trasmettere… a tutti noi, ma soprattutto, alle nuove generazioni.
Ancora una volta siamo costretti a ricordare che quella società che ignora la propria storia è condannata a ripeterla.
L’augurio che facciamo a tutti per questo 25 aprile è che invece nessun uomo al mondo debba essere costretto a ripercorrere simili atrocità.

Giovanni Gaspari
Capogruppo consiliare

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