SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Si è svolta nel pomeriggio di sabato 23 aprile, presso la Palazzina Azzurra, una tavola rotonda tra alcuni dei protagonisti delle politiche turistiche ed enogastronomiche della “Riviera delle Palme?. L’incontro, promosso dal presidente del Consorzio Turistico Marco Calvaresi, è servito per puntualizzare l’importanza del fenomeno del turismo enogastronomico e di qualità e per valutare potenzialità e difetti nell’ambito del territorio del Piceno meridionale.
Il presidente dell’Eurispe Marche Camillo Di Monte ha aperto la discussione presentando alcuni dati relativi ad una ricerca condotta dall’Eurispes lo scorso anno circa le opinioni dei turisti della Riviera: circa il 25% di questi ha dichiarato di aver scelto San Benedetto e il suo territorio per motivi riconducibili alle bellezze dell’entroterra e a caratteri ad esso riconducibili come sagre, enogastronomia, mercatini di artigianato.
Parole che hanno trovato conferma in Bruno Gabrielli, Assessore al Turismo di San Benedetto (“è importante conoscere il turismo per poter pianificare le azioni politiche?), e Fabio Fares, consigliere comunale di Monteprandone con delega al turismo il quale ha dichiarato che “i Sistemi Turistici Locali devono essere ristudiati per consentire un migliore sfruttamento turistico dell’entroterra e un suo coinvolgimento con i paesi costieri?.
Maria Basili, presidente provinciale della CNA, ha ribadito che “il turismo è un fenomeno trasversale che deve portare ad un gioco di squadra tra tutti i settori economici. È importante, da parte nostra, rivalutare il turismo congressuale, cosa difficile se il Palazzo dei Congressi viene trasformato in una multisala…?
L’analisi ha poi indagato la possibilità di qualificare ulteriormente i prodotti piceni con gli interventi di Sabrina Ferretti della Cia e di Luciano Aubert dell’Assindustria. Se la Ferretti ha parlato delle difficoltà di portare il turista “nell’entroterra, perché la spiaggia e il mare sono un grande richiamo?, ciononostante occorre “formare e qualificare gli operatori turistici e studiare il modo per promuovere i prodotti del nostro territorio come un club di prodotto?, riprendendo in questo una proposta precedente di Camillo Di Monte. Luciano Aubert ha invece sottolineato che “eventi come il Bea siano importanti, ma dobbiamo essere in grado di promuoverli pochi e di notevole impatto, chiamando ad intervenire la Provincia e la Camera di Commercio. In questa zona l’industria di trasformazione del pescato produce un fatturato di 700 milioni di euro, il 70% della produzione italiana nel settore. È inutile parlare di Club di prodotto, ma occorre promuovere dei marchi d’area per ciascun settore di produzione tipica.?
Circostanziata e non senza spunti di riflessione l’analisi del presidente della Vinea Ido Perozzi: “Inutile parlare di turismo, bisogna andare sul concreto: perché gli alberghi diventano residence? Perché non si vede che l’entroterra è sempre povero di turisti, che vengono a visitarci solo nelle giornate di maltempo? In queste ultime settimane, come Vinea, ci siamo adoperati moltissimo: quattro pullman di turisti piemontesi e lombardi sono oggi qui e in questi giorni visiteranno le cantine dell’entroterra, al Vinitaly abbiamo invitato i giornalisti ad assaggiare i nostri prodotti e dopo un giorno tre di loro erano nel Piceno a scrivere servizi. Ma perché solo i privati pensano a certe cose??
Provocazioni raccolte da Livia Pianelli, presidente nazionale di Terra Nostra (“Ho vissuto per trent’anni nelle Marche poi, spostandomi fuori, ho notato quanto sia il ritardo del turismo nella nostra Regione?), e Otello Renzi, presidente regionale dell’Associazione Italiana Sommelier (“Torno oggi da Mosca: la Regione Marche promuoveva le calzature ed è bastato offrire un bicchiere di vino e una fetta di ciauscolo per far comprendere l’associazione tra calzature e qualità della vita?). Le conclusioni sono state lasciate all’ex presidente della Provincia di Ascoli Pietro Colonnella, e attuale membro della commissione turismo della Provincia: “Dal 1995 al 2003 il turismo nella provincia è aumentato del 40%, passando da 3,4 a 5,5 milioni di presenze annue. Occorre però lavorare sia sul piano delle infrastrutture, perché la terza corsia non può fermarsi a Pedaso, sia sul piano delle sinergie tra turismo e agricoltura: questa è la prima provincia marchigiana riguardo il turismo e l’agricoltura.?

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