Commento di Roberto Raneri
La Samb archivia la pratica Lanciano con il classico punteggio all’inglese, estromettendo definitivamente i frentani dalla lotta dei play-off. Torna così al successo casalingo che mancava dal lontano 6 marzo quando sconfisse la Reggiana. Per questa sfida Ballardini ritorna al tradizionale 4-3-2-1, dopo la vittoriosa trasferta di Ferrara in cui aveva impiegato due punte: manca infatti Alberti sostituito dal rientrante Bogliacino che, pur non essendo ancora nella migliore condizione, disputa comunque 70′ ad alto livello. Anche gli abruzzesi, a cui oggi serviva soltanto la vittoria per continuare a sperare, schierano una squadra molto raccolta con addirittura cinque centrocampisti e, in assenza di Nassi, il solo Soncin all’attacco. Il grande ex viene comunque oggi letteralmente soverchiato dal duo Canini-Femiano che crea una sorta di morsa dalla quale il bomber non riesce ad uscirne. Tatticamente la Samb ha disputato oggi una partita semplicemente perfetta: sembrava un pugile che dopo aver colpito ai fianchi l’avversario per tutto il primo tempo, gli ha inflitto al 45′ il colpo del KO: nessun tiro in porta degno di nota, ma un continuo possesso di palla e un’azione martellante nonostante la mancanza delle tradizionali percussioni di Colonnello, comunque anche oggi bravissimo e addirittura stoico in un paio di circostanze (forse perché la fascia sinistra era ben coperta da Bogliacino e Tedoldi). Manovra rossoblù culminata con il rigore procurato da Martini con la conseguente espulsione di Movilli per fallo da ultimo uomo. Si è ripetuto praticamente lo stesso copione della partita interna col Padova con l’unica differenza che il penalty allora lo realizzò Bogliacino. Sbloccato il risultato, al rientro dagli spogliatoi la Samb è apparsa più sciolta, ha giocato in tranquillità, ha colpito un palo con Martini e ha chiuso definitivamente la contesa con lo splendido raddoppio di Leon: l’honduregno, un po’ troppo lezioso ed individualista nel primo tempo, è invece apparso letteralmente trasformato nei secondi 45′. Di lui si potrà dire di tutto: è estroso, molte volte pare giocare per sé piuttosto che per la squadra, non ha un ruolo preciso, lo trovi dovunque ci sia il pallone, ma è l’elemento in più di questa squadra: peccato che oggi sia incappato nella quarta ammonizione per cui domenica prossima a Sora non ci sarà. I tifosi rossoblù (quelli super critici naturalmente) devono capire che Leon è stato finora decisivo per la Samb perchè ha trovato l’ambiente giusto dove esprimersi al massimo. Il gioco, a volte egoistico, fa parte del suo io, snaturarlo significherebbe limitarlo: crediamo che nessun tifoso della Samb voglia questo. Godiamocelo nel bene (tantissimo e nel male (pochissimo) anche perché è un giocatore che nei play off si esalterebbe fino a rendere tutto possibile. Ricordate Criniti, con le dovute proporzioni!
La Samb ha finalmente la possibilità di sfatare il campo ciociaro dove negli ultimi due anni ha racimolato un solo punticino sfruttando anche gli scontri diretti di domenica prossima (Padova-Reggiana e Rimini-Benevento) e augurandosi di rimanere solitaria in quarta posizione, anche a 180° dal termine. Allora si che ci sarà da divertirsi!
Arbitro: 7
Bravissimo. Non ha sbagliato una virgola e non si è fatto nememno influenzare nella ripresa quando solitamente si favorisce la squadra in svantaggio di gol e numerico. Ha continuato imperterrito, come se la gara fosse sullo zero a zero.
Avversario: 6
Una squadra compatta ma poco incisiva. Il solo Soncin non poteva impeganre una difesa solida ed organizzata come quella rossoblù.

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