SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Domenica 24 aprile 2005, Sambenedettese-Lanciano.
Prima della partita sincero applauso da parte dei presenti del ‘Riviera delle Palme’ per la quindicenne tifosa rossoblù deceduta nei giorni scorsi, Erica Palestini. La Nord la ricorda con un toccante messaggio che recita “Chi resta nel cuore mai muore…Erica vive con noi?.
Per l’ex Andrea Soncin, ora al Lanciano, ci si aspettava, almeno stando ai tre-quattro tifosi che durante il riscaldamento lo hanno apostrofato, un’accoglienza migliore. La Nord però alla fine si farà perdonare tributandogli applausi e cori di sincera stima. Le due stagioni in rossoblù non si possono certamente dimenticare, né per lui né per il popolo della Samb.
Nel settore più caldo dell’impianto sambenedettese campeggia il lungo striscione già esposto al ‘Mazza’ di Ferrara, in risposta ai provvedimenti presi da Figc e Governo prestando fede al motto ‘tolleranza zero’: “Ultras d’Italia non molliamo!?. Entrano in campo le squadre e la Nord si colora del rossoblù di sciarpe, bandiere e vessilli.
Nei distinti compare lo striscione del nuovo gruppo di giovani affezionati al sodalizio dello Sport, ‘Futuro Rossoblu’, i quali fanno il loro esordio assoluto al ‘Riviera’.
In curva Sud infine una cinquantina di lancianesi con la lunga scritta che fa “Il nostro stile di vita oltre ogni diffida? e le pezze Ciao Guido, Clash e Anxa 97. Alle inferriate del primo anello inoltre vengono appese delle bandiere bianco-rosso-nere.
Samb avanti a testa bassa con la Nord ad incitare i suoi, coadiuvata da distinti e tribuna che accompagnano la curva con le mani. Corposo il sostegno della Cioffi che, seppure non pienissima – ma fuori al solito ci sono diversi capannelli di tifosi in coda ai botteghini, e difatti molti entreranno a partita abbondantemente iniziata – mostra la giusta compattezza e la decisa volontà di aiutare l’undici di Ballardini a guadagnare una fondamentale vittoria in chiave play off.
Di contro i frentani son quelli che sono e dunque, più che naturale la cosa, fanno fatica a farsi sentire. Provano a farsi invece notare librando in aria qualche bandiera ed effettuando una sciarpata. Davvero esiguo però il loro numero, anche se la rincorsa al quinto posto della Pellegrino band si sia non poco complicata.
In campo succede poco e allora ci pensano le due fazioni ultras a conferire un po’ di pepe al confronto con sfottò a go-go.
Sul finire di primo tempo altro messaggio targato Curva Massimo Cioffi, stavolta all’indirizzo del presidente della Figc: “Carraro incompetente di questo calcio ‘malato’ è il presidente?.
Poi l’episodio del rigore guadagnato da Martini e allora il ‘Riviera’ si incendia: alla battuta Leon, beccato come al solito dalla tribuna per qualche precedente errore, centra il ‘sette’ con un tiro imparabile. La Nord gli tributa il giusto ringraziamento con il “Samba, Samba, Samba, Leon, Leon, Leon!?.
Si apre la ripresa con i numerosi sfottò all’indirizzo del portiere abruzzese, reo di un battibecco con l’idolo di casa Marco Martini. La Nord nella ripresa non smette un attimo di incitare la Ballardini band, conscia dell’importanza che avrebbe un’eventuale vittoria. Sbandieratori rivieraschi instancabili come i lanciacori, mentre la Samb tenta di mettere in cassaforte il risultato. Traversa di Martini al 21’, ma poi, passato appena qualche minuto, ci pensa Leon a siglare il raddoppio: la ‘bombonera’ rossoblù esplode letteralmente e stavolta anche la tribuna perde il suo classico aplomb. L’ ‘Armata Brancaleone’ emette sonori fischi di giubilo per la seconda volta nel corso del bel pomeriggio del ‘Riviera’.
Nella Nord intanto è spettacolo puro con gli ultras sambenedettesi che si lasciano andare alla ‘hit’ di cori che celebrano le vittorie più belle. C’è il tempo anche per una bella sciarpata sulle note di ‘Nuttate de lune’.
Quando manca una manciata di minuti ala fine del match Martini, sostituito, va a salutare i tifosi della Nord, chiamato a gran voce dalla stessa. Bel siparietto che sintetizza la meglio il momento di euforia che si respira nell’ambiente rivierasco.
Finisce così, con gli applausi a Soncin e alla Samb sempre più abbarbicata nelle zone d’èlite della graduatoria, la quale alimenta il sogno di una città che fino a pochi giorni dall’inizio del torneo non sapeva ancora se avrebbe potuto ammirare una squadra all’altezza della situazione nel corso dell’ennesimo torneo di terza serie. E allora: tutti a Sora.

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