SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Proseguono gli incontri di formazione politica organizzati dall’associazione Emily inItalia delle donne del centro sinistra sezione della provincia di Ascoli Piceno L’appuntamento di sabato 16 aprile (ore 9,30) a Porto d’Ascoli, presso la sala convegni del circondario della Provincia – Via Mare Largo Danubio – verterà sul tema “la Questione femminile? con la presenza della Senatrice Maria Chiara Acciarini, tra le fondatrici di Emily inItalia membro del consiglio nazionale dell’associazione e capogruppo DS-Ulivo al Senato, nonché membro in Commissione Cultura, Istruzione e Beni Culturali.
“Dopo le interessanti, chiare ed esaustive relazioni sullo Stato Sociale di Maria Teresa Berdini e sulle problematiche impostazioni di un bilancio di un ente pubblico di Edelweiss Zannoni, che ci hanno permesso una riflessione alquanto critica su come sia difficile per l’elettorato ritrovare quel programma di governo tanto sventagliato in campagna elettorale ma poi disatteso nella pratica amministrativa – sottolinea Maria Pia Silla , presidente della sezione picena di Emily inItalia – è il momento ora di ritornare alla questione femminile. Secondo i dati che emergono dallo studio condotto dal Ciss (Centro internazionale di studi sociali) nel periodo compreso tra il 1997 e il 2003, presentato nei giorni scorsi al convegno romano del Cnel, l’Italia e’ il penultimo paese in classifica nella nuova Europa allargata a 25 con il suo 42,7% di occupazione femminile.
Dopo di noi c’e’ soltanto Malta con il 33,6%. Accanto a questo fenomeno relativo all’occupazione e’ da segnalare, come rileva lo studio, la crescita dell’istruzione femminile soprattutto a livello universitario e della preparazione professionale. Le donne italiane – ribadisce la Silla – sono dunque più istruite degli uomini, meglio formate e tuttavia meno riconosciute sia nelle qualifiche che nelle retribuzioni. In media guadagnano il 15% in meno dei loro colleghi maschi, fino ad arrivare al 35% in meno per le qualifiche più alte. La recente riforma del lavoro, che ha introdotto 49 forme di contratti atipici, se da un lato ha forse contribuito ad aumentare l’occupazione femminile, dall’altro lato ha generato un grande senso di precarietà e insicurezza nelle nuove generazioni con riflessi demografici negativi.
Malgrado questo – conclude la presidente di Emily – non manca l’impegno femminile nel volontariato e nel sociale ma, come è stato rilevato più volte, la politica resta per le donne lo spazio più difficile da conquistare, perché la più identificata con l’idea della sfera pubblica dell’uomo. Questa divisione di fondo antica, non è completamente superata.?

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