*Della missione appena conclusa tra le popolazioni costiere dello Sri Lanka colpite dall’immane tragedia dello Tsunami, prima di ogni altra cosa, mi piacerebbe trasmettere le emozioni che ho provato, ma non sono affatto convinto di riuscirci.
Non è facile descrivere l’angoscia che si prova nel vedere i poveri resti dei villaggi di pescatori letteralmente cancellati da quell’onda assassina per chilometri e chilometri di costa… Oppure il nodo che ti stringe la gola quando quei bambini dagli occhi tristi che in pochi istanti hanno perso le persone più care, ti accolgono cingendoti il collo con corone di fiori perché qualcuno ha detto loro che li aiuteremo a continuare a vivere in condizioni migliori di quelle attuali?
Come riuscire a comunicare la commozione che si prova di fronte agli occhi lucidi e agli abbracci di pescatori che, ricevute in dono nuove barche e reti da pesca, ci dicono riconoscenti che esse rappresentano la vita che riprende, la spinta necessaria a tornare su quello stesso mare che li ha privati di cose e di affetti, ma che è allo stesso tempo l’unica risorsa che potrà sfamare chi è rimasto?…Oppure di fronte alle donne delle tendopoli, oggi martoriate dalle piogge dei monsoni, quando, indicando il grembo gravido, ti esortano a condividere la speranza che quel figlio potrebbe nascere in una nuova piccola casa che sperano di ricostruire presto con il tuo aiuto, perché sei lì a progettarla con loro?
Queste popolazioni dignitose, operose e gentili non ce la possono fare senza il nostro aiuto. Dopo l’emergenza, il recupero e la sepoltura dei morti, i primi soccorsi, le tendopoli, c’è bisogno di un sostegno, di una mano concreta per ricostruire oltre ai villaggi, spesso in luoghi diversi da quelli precedenti troppo esposti alle insidie del mare, anche un elementare sistema socio economico in grado di farle sopravvivere.
Non occorrono grandi sforzi se ognuno, Governi, Enti Locali, cittadini, farà la propria parte come è doveroso tra esseri umani che appartengono alla stessa specie e abitano lo stesso pianeta.
Per facilitare questo compito ci sono laggiù ottimi giovani cooperanti, come quelli marchigiani del GUS (gruppo umana solidarietà) che mi hanno accompagnato nella mia missione. Arrivati all’indomani dalla tragedia, senza esitazione alcuna, dopo i soccorsi immediati hanno avviato un competente lavoro che li ha portati a stabilire con le comunità locali, le autorità politiche e religiose un solido rapporto che rende condivisi e certamente efficaci i progetti costruiti con loro.
Questo mi hanno confermato quei pescatori e le loro mogli, i loro sindaci, i loro monaci buddisti e i ministri del Governo nazionale, che ho incontrato.
Ora si tratta di passare dai nostri progetti all’azione concreta: il “villaggio dei fanciulli? dovrà sorgere a Matara, all’estremo sud del Paese in un’area bellissima reperita dal Comune; accoglierà nell’ambito di “case famiglia? con figure genitoriali un centinaio di minori tra i più sfortunati: orfani, abbandonati, vittime di abusi; avrà al proprio interno strutture ricreative, formative e sanitarie fortemente integrate con la città.
In tre anni grazie ai contributi delle Province, della Regione e dei Comuni marchigiani ce la faremo senz’altro. Come saremo in grado, certamente, di dare una mano alle nostre organizzazioni non governative che con fondi della Protezione Civile, del Ministero degli esteri, dei cittadini stessi, continueranno nel frattempo a donare barche e reti da pesca, macchine per cucire e a ricostruire villaggi come già stanno facendo.
…Chissà che questa tragedia non ci faccia ulteriormente capire che abbiamo sempre più bisogno di aiutarci a vicenda, piuttosto che combatterci, e che quindi conoscendoci meglio e scoprendo quanto di bello possiede ogni cultura diversa non si riesca a costruire un mondo migliore rispetto a quello precedente allo tsunami!?! ..Magari con meno squilibri, basato su stili di vita più sobri e con un uso più responsabile e sostenibile delle risorse naturali..
Buon lavoro e buona collaborazione con i vostri Comuni e la vostra Provincia ai quali potrete rivolgervi per saperne di più e rimboccarvi le maniche.
*Massimo Rossi Presidente della Provincia di Ascoli Piceno

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