SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Il posticipo di terza serie tra Spal e Samb manda in archivio un fine settimana calcistico su cui erano puntati gli occhi di opinione pubblica, media, tifosi e appassionati in genere. Alle misure e agli accorgimenti attuati in ossequio al comandamento ‘tolleranza zero’ imposto da Governo e Figc, hanno risposto comportamenti tutto sommato corretti da parte del popolo del tifo. Il ‘day after’, in riferimento ai reiterati episodi di violenza che hanno sconvolto il precedente week end, è filato liscio: poco da segnalare, se non le molteplici proteste andate in scena in svariati stadi, di un po’ tutte le categorie, con striscioni ironici e quant’altro. Citiamone qualcuna: a Livorno i tifosi della curva amaranto entrano con dieci minuti di ritardo, a Messina la Sud attua dieci minuti di ‘sciopero’, a Bologna l’Andrea Costa volta le spalle alla Lazio, ma in questo caso c’entrano il presidente biancazzurro Lotito e la decisione del ‘governo’ del pallone di spalmare i debiti del club dell’Aquila.
I maggiori controlli attuati dalle forze dell’ordine sembrerebbero dunque aver dato i primi frutti, anche se spiacevoli episodi sono da segnalare a Roma (prima del match tra i capitolini e la Reggina sono stati ritrovati alcuni bastoni nei pressi dell’Olimpico, mentre due tifosi sono stati tratti in arresto perché trovati in possesso di due coltelli); Brescia (sequestrato prima del derby con l’Atalanta un’ ‘armamentario’ fatto di coltelli, borchie e aste di bandiere riempite di cemento); Messina (prima di Messina-Udinese arrestato un tifoso siciliano) e Sora, dove tra le migliaia di tifosi napoletani sei sono stati fermati per furto ed altri tre denunciati per insulto a pubblico ufficiale. Si contano altresì il ‘fermo’ di un centinaio di sostenitori partenopei trovati senza biglietto ed il sequestro di quindici manici di vanghe, un coltellino, una cesoia e una batteria per far esplodere fuochi d’artificio.
Spazio infine ai numeri dell’ennesima giornata di campionato in serie C; la trentesima nel girone B, la trentaquattresima nel girone A. Se diversi quotidiani nazionali hanno parlato – magari in un certo modo condizionati dal clima di ‘allarmismo’ suscitato dalla precedente domenica di scontri e incidenti – di una flessione delle presenze negli impianti di prima e seconda ‘divisione’, in terza serie le cose sono andate come al solito. Tradotto, numeri non sbalorditivi: media scarna nella divisione ovest, pari a 1.793 unità, non eccezionale nella porzione orientale dell’Italia del pallone (2.833).
Sull’ideale podio degli impianti più affollati troviamo il ‘Neri’ di Rimini dove andava in scena il derby emiliano-romagnolo tra i biancorossi di casa e la Reggiana (4.965), il ‘Tomei’ di Sora (4.331) che alla fine, dopo i vari spostamenti di sede, ipotetici e reali (Campobasso, Roma, Benevento), ha ospitato il ‘testacoda’ tra gli uomini di Capuano ed il Napoli Soccer, seguito da quasi 2.000 sostenitori azzurri; e lo ‘Zaccheria’ di Foggia, il quale, nonostante i rossoneri non abbiano più niente da chiedere all’attuale torneo, ha visto sui propri scalini 3.611 tifosi pugliesi.
Più dietro troviamo le platee di Mantova (3.124), Pisa (2.975), Cremona (2.952), Padova (2.853), Ferrara (2.767), Martina (2.450), Chieti (2.412; quasi duemila i tifosi giunti all’Angelini da Avellino), Pistoia (2.244), Teramo (1.347) e Grosseto (1.292).
Addirittura sotto le mille unità i dai relativi alle partite giocate a San Giovanni Valdarno (1.000 ufficiosi), Como (962), Busto Arsizio (914), Fermo (765) e Vittoria (674).

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