SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Quelle vittorie che ti fanno tornare a casa felice. Quelle vittorie che ti cambiano un campionato. Questo è stato il “colpo? di Ferrara per l’ambiente rossoblù. Una vittoria che, in definitiva, era stata attesa per un campionato intero, per consentire quel salto di qualità sempre sfiorato ma spesso rimandato. Si erano dovuti ingoiare tanti bocconi amari, mal conditi dagli applausi per il bel gioco, in partite come Napoli (andata e anche ritorno), Avellino (idem), Rimini (idem due), Benevento (mamma mia!), e Reggiana (ricordate che champagne a Reggio!).
Ieri la Samb non ha giocato benissimo, ha fatto soffrire tantissimo i suoi tifosi sugli spalti e davanti la tivvù, ma ha portato a casa i tre punti. Guai, inoltre, ad imputare il merito della vittoria al signor Crugliano: sul tiro di Martini (2-0), le immagini televisive non sono chiarissime. Sul 2-1 di Selva, c’era una trattenuta nettissima su Colonnello, che doveva essere sanzionata.
Piuttosto, la Samb è stata disegnata, stavolta, dalle assenza. Quella di Da Silva ha aperto la strada a Martini, autore di una grande rete. Non ci ha convinto invece l’assenza di De Rosa, che infatti, quando è entrato in campo al posto di Alberti, nella ripresa, ha contribuito ad assestare il centrocampo e a fermare il pressing spallino.
Alle porte c’è una gara da dentro o fuori (soprattutto per il Lanciano del ‘cobra’ Andrea Soncin): bisogna vincere per soffrire meno, ma non sarà facile.
A meno che un certo signor Julio Cesar Leon, anche ieri piovuto da un altro pianeta al Paolo Mazza di Ferrara, non abbia interesse a far notare un’altra volta la differenza con i comuni mortali dei campi di C. Alla faccia di quanti, a San Benedetto, non perdono occasione per criticarlo al più piccolo errore. Ma ci facciano il piacere!

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