*Gentile direttore, spero lei vorrà scusarmi se in questi giorni di terremoti politici in campo nazionale e locale io sollevo una questione ‘cittadina’. Come era facilmente intuibile la straordinaria affermazione de l’Unione guidata da Romano Prodi nelle elezioni regionali sta dando i primi frutti.
Era inevitabile che avendo il centrodestra perso sei delle otto regioni che governava nel 2001 qualche conseguenza doveva pagarla. Anche a San Benedetto, a parte la “formica oracolo? Lorenzetti, tutti stanno valutando la sonora batosta che ha subito il centrodestra (ricordo all’assessore Lorenzetti quando sul sito dell’Udc veniva data per certa la vittoria di Massi su Spacca con una percentuale del 57,2%: un vero oracolo!).
Ma a parte queste considerazioni generali vorrei intervenire in merito alla sistemazione di due aree strategiche per la nostra città:
– il lungomare (ovvero i 700 metri a Porto d’Ascoli);
– l’isola pedonale di San Benedetto del Tronto.
Ora, rispetto al primo intervento, credo che la città conosca la posizione del centrosinistra, che potrei riassumere così: un progetto parziale senza un piano finanziario. Si progetta un pezzo per volta e non si sa con quali soldi coprire la spesa. Il problema è che oggi, alla luce di quanto si sta realizzando, noi, al pari di quanti fruiscono del lungomare, solleviamo obiezioni anche nel merito dei materiali e della loro sistemazione.
Infatti è del tutto evidente che nel tratto di lungomare che si sta facendo difficilmente potranno passeggiare mamme, papà, nonni con passeggini… a meno che non si decida di far venire il singhiozzo al piccolo malcapitato; non parliamo poi della impossibilità di continuare ad utilizzare il lungomare come palestra all’aperto, per quanti (e siamo tantissimi) amano vivere il lungomare per una corsetta e tenersi un po’ in allenamento, adesso si è a rischio per la lesione dei tendini.
Certo si potrebbe anche dire che con questa sistemazione si perdono posti auto, che la pista ciclabile oltre che più stretta sarà occupata da quelli che non potranno correre o pattinare sull’altra parte del lungomare, ecc, ma ci tenevo ad evidenziare i disagi per quanti vivono la città. Identico ragionamento deve esser fatto per la sistemazione dell’isola pedonale del centro nel tratto a sud di via Gramsci-via Ugo Bassi.
Intanto varrebbe la pena ricordare quanto scriveva l’assessore oracolo tempo fa asserendo che il tratto in questione sarebbe stato sistemato con marmo rosa e pregiate rifiniture. Ma non prendiamo in considerazione queste fantasie, bensì la realtà.
Qui la politica c’entra molto relativamente. Una cosa è certa: oggi passare dal bar Florian e dirigersi verso la rotonda è sconsigliato a chi deve massaggiare la pianta del piede. Anche lì qualcuno vorrà spiegare perché è stata utilizzata non una pietra levigata ma una scalpellata? Lo ricordavo prima, la politica non c’entra, qui è una questione di buon senso. Non è che qui si tratti di dichiarare se la pietra levigata è di sinistra e quella scalpellata di destra! Il buon senso ci dice che il tratto sistemato di viale Secondo Moretti col porfido levigato è fruibile mentre quello che sta per essere consegnato alla città nell’area in questione sarà un problema.
Ora noi pensiamo che una qualunque amministrazione sul fronte dei lavori pubblici qualcosa in cinque anni deve pur fare, ma se deve far male è meglio che stia ferma!
Certo all’ipocrisia di quegli amministratori che dicono “aspettate a criticare che sia terminato? noi rispondiamo che ai sambenedettesi non serve vedere tutto un film per capirne il finale.
Questo modo di operare del sindaco e della sua giunta ci induce a fare una semplice considerazione: sono un corpo estraneo alla città. Solo chi non vive e non ha mai vissuto San Benedetto può fare di questi errori: ferite alla città e umiliazione dei sambenedettesi e di quanti decidono di recarcisi.
*Giovanni Gaspari Capogruppo consiliare DS

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