*La pioggia e’ caduta per tutto il giorno: e se, da una parte almeno ha contribuito ad abbattere lo smog, dall’altra è stata l’ingrediente fatale della giornata.
La strada statale 16 è una linea retta di auto e tir che attraversa il centro della città .
Bisogna pensare a qualcosa di alternativo! Bisogna imboccare una via autonoma e radicale alla riduzione dell’avvelenamento.
Ciascuno deve mettere sulla bilancia da una parte i costi umani della rinuncia parziale della propria privata motorizzazione e dall’altra il vantaggio di un recupero di vivibilità.
In realtà hanno tutti ragione. basta andare materialmente nel traffico della ss16 , a piedi o in bicicletta o con una carrozzina, per rendersi conto che questa strada è spesso (sempre) impraticabile. La discussione ci vuole per un omaggio non formale alla democrazia: perché i cittadini siano consapevoli di quali sono i termini della questione e quali i prezzi da pagare. Che esistono. Ma il consenso si costruisce con il parlar chiaro. Ma c’è poco da fare: la soluzione è e resta legata ai mezzi pubblici. Per tutti quelli privati non c’è abbastanza spazio. Ci sono comunque troppe auto. E’ un fatto fisico: le automobili sono troppe e non ci stanno. Per questo mi chiedo cosa diranno oggi i teorici della libertà incondizionata di circolazione: lo spazio non si inventa.
Bisogna dare razionalità rigorosa all’uso urbano dell’automobile e imporre allo stesso tempo un minimo di spontanea riduzione. Molti automobilisti possono rinunciare almeno una volta a settimana .
Purtroppo non si conoscono le percentuali del traffico inutile o almeno superfluo: è qui che bisogna incidere nel dissuadere persone a guidare o a dividersi l’auto con altri per gli stessi tragitti.
Non ci si può affidare soltanto alla capacità o meno della pubblica gestione della disciplina del traffico. (targhe alterne o Domeniche senza auto) ma soprattutto nell’incompletezza o almeno nella non efficienza dei servizi pubblici che non coprono in maniera soddisfacente l’intero arco della giornata e tutte le zone della città.
La prima emergenza della città è il traffico: una situazione che ha molte cause, ma che è soprattutto una conseguenza diretta del ritardo ventennale nelle infrastrutture. Una mina per lo sviluppo economico anche della collina (zona industriale di Acquaviva P.). Il problema è avere la volontà politica di fare queste cose.

Facciamo una barriera di gambe che pedalano, di voci che si chiamano, di campanelli che conquistano l’asfalto. E costringe i consueti occupanti di questo territorio, gli automobilisti, a restare indietro, incolonnati, furiosi, oppure arresi alla curiosità.

Un’ora , due ore, tutto un tempo da inventare per mettere in minoranza gli “inscatolati delle quattro ruote”, i “dittatori degli incroci”, la massa acritica di chi è sempre al volante e ogni giorno impone la propria legge del rumore, del gas di scarico, del pericolo.

“….La nostra è una rappresentazione teatrale, mettiamo in scena la città come vorremmo che fosse. La godiamo e facciamo vedere agli altri che anche per loro è possibile. Dentro ogni involucro di lamiere c’è un ciclista che ha voglia di uscire …”

Il singolo vuole disperdersi nel numero, nell’ ”atto politico di pedalare insieme”
Uno ,da solo non ce la fa ad attraversare la lunga statale 16 , per di più con scarso numero di semafori Allora meglio aspettare che arrivi un altro ciclista, e poi un altro ancora. E così fino quando la massa delle due ruote si forma, acquista potenza e sicurezza. E finalmente va.

“NOI NON BLOCCHIAMO IL TRAFFICO, NOI SIAMO IL TRAFFICO”

L’allegria che dà il ritrovarsi in centinaia, un venerdì al mese alle sei di pomeriggio, nel piazzale dell’IPERCOOP o di TONIC… o dove?? la redazione del Sambenedetto Oggi si faccia punto di riferimento per i vari contatti.
Occupare la statale 16 è una grande conquista dato che noi ciclisti rischiamo la vita ogni giorno.
Siamo disertori dell’auto. Ci mettiamo insieme in gruppi temporanei e facciamo vedere agli altri quanto si viva meglio da disertori, in un’azione di comunicazione in positivo, da individuo a individuo.

LA NOSTRA E’ SOLO UNA PERFORMANCE, METTIAMO IN SCENA LA CITTA COME VORREMMO CHE FOSSE. LA GODIAMO, E FACCIAMO VEDERE AGLI ALTRI CHE E’ POSSIBILE .

*Dott. Giancarlo Vesperini

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