SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Chissà se potremo ancora ammirare spettacoli come quello andato in scena domenica scorsa, quando la Nord del Riviera ha dato vita ad una ‘bandiera di fumo’ dai colori della Samb che fu, e di quella più recente: biancoverde, come la maglia della prima società, fondata nel lontano 1923, e rossoblù, come quella attuale. Si celebrava l’ottantaduesimo compleanno del sodalizio di Viale dello Sport.
Signori, trovate pure nuovi ‘orpelli’ coreografici! Sarà questo il nuovo diktat dell’ ‘ultras medio’ a partire dal fine settimana calcistico ormai alle porte? Pare di sì.
Oggi stesso i vertici del Ministero dell’Interno, in occasione della riunione sulla violenza negli stadi convocata al Vicinale alle 12 – presenti il ministro Giuseppe Pisanu e il capo della Polizia Gianni De Gennaro – hanno preso atto delle norme adottate ieri d’urgenza dal presidente della Figc Franco Carraro e stanno provvedendo ad inviare alle questure di tutta Italia una circolare on disposizioni di massima severità. Come dire: da domani, tolleranza zero.
Vista la risonanza che il tema sta riscontrando in questi giorni – in realtà misure restrittive nel tentativo di far fronte alla violenza che alberga negli stadi, nella nostra penisola hanno trovato sfogo a partire dal 1989, con l’istituzione del provvedimento ‘daspo’ (la legge 401, che vieta la partecipazione a qualsivoglia evento sportivo per chi si rende protagonista di atti di violenza) e le successive variazioni sino all’ultimo provvedimento adottato nell’aprile 2003 – siamo andati ad ascoltare cosa ne pensano i maggiori esponenti della Curva Nord Massimo Cioffi.
Giorgio Trionfi, attuale leader dell’Onda D’Urto 1977, è molto chiaro in proposito: “Questo è un ulteriore passo verso la fine. E’ l’ennesima misura adottata in funzione dell’annientamento degli ultras. Prendiamo San Benedetto: già da tempo davanti la Nord hanno messo delle inferriate in modo tale da far entrare uno ad uno i tifosi, i controlli sono sempre più accurati, specie quando giochiamo fuori casa, e quella del divieto di accendere fumogeni non è una novità, anche se fino ad ora sono stati abbastanza tolleranti, almeno qui. D’ora in poi però credo che le cose cambieranno. Devo in ogni caso ammettere che gli ultras coinvolti negli episodi sotto la lente d’ingrandimento in questi giorni, hanno esagerato, anche perché adesso ne paghiamo tutti le conseguenze, certi gesti non fanno altro che ritorcersi contro l’intero movimentoâ€?.
“Domani sera – continua Trionfi – il Movimento Ultras (organizzazione informale che riunisce molte tifoserie di tutta Italia, ndr) si incontrerà a Genova, ospiti dei ultras della Sampdoria. La cosa era stata organizzata in precedenza, ma credo che a questo punto l’argomento principale sarà proprio l’ulteriore ‘giro di vite’ adottato da Figc, Governo e Polizia. Non so purtroppo se potremo essere presenti, diversi di noi che solitamente vanno a queste riunioni, ha problemi a lasciare il lavoro. Vedremo. In ogni caso ci tengo a sottolineare – conclude il capo ultras rossoblù – che la Nord non molla, anche se il futuro degli ultras lo vedo sempre più neroâ€?.
Dopo Trionfi abbiamo interpellato il ‘decano’ della Nord, Peppe Pallesca, tra i fondatori dell’Onda d’Urto, ma soprattutto uno di quelli che vive la curva da quarant’anni, o giù di lì.
“Concordo con Giorgio quando dice che ci avviamo alla fine. Tutti gli ‘indizi’ fanno pensare a questo. Ai tempi del Ballarin, ricordo, non c’erano tutti questi controlli, c’era meno polizia, adesso invece ti stanno più addosso. Se prima ti pigliavi la classica ‘tiratina d’orecchi’, ora c’è l’arresto o, bene che ti vada, la diffida. Detto questo – continua Pallesca – è anche giusto rimarcare che certe curve stanno passando il limite. Quello che si è visto e letto in merito al week-end calcistico appena passato è da condannare, anche perché sono cose che penalizzano la società e la squadra, ovvero quello che ai tifosi dovrebbe stare più a cuoreâ€?.
Le curve di tutta Italia debbono insomma fare il classico ‘passo indietro’? “Direi di sì, si deve un attimo ritrovare la misura delle cose, anche se, il ‘passo indietro’ lo debbono fare anche le forze dell’ordine e coloro i quali gestiscono l’opera di prevenzione nei nostri confronti. Se, come dicevo prima, adesso il tifo organizzato sta eccedendo, anni addietro i tutori dell’ordine erano meno prevenuti nei nostri confronti: ora può capitare, come nel corso della trasferta di Avellino di quest’anno, di essere denigrati, offesi, presi in giro. Queste cose chi fa le leggi e adotta norme speciali non le sa, perché non vive nel nostro modo, non segue la squadra in trasferta. Poi capita che quando si verificano simili abusi, c’è chi si rivoltaâ€?.
Anche con Pallesca spostiamo in ultimo l’attenzione sulla realtà sambenedettese, riferendogli quanto dettoci in precedenza da Gabriele Mastellarini (“Mi appello al buon senso dei tifosi rossoblùâ€?): “Ha ragione -sostiene convinto – il Riviera è in diffida e dunque dobbiamo prestare molta attenzione, ne va del bene della nostra amata Samb. Ma sono sicuro che non avverrà niente di grave da qui sino alla fine del torneo, la Nord ha raggiunto una maturità per ciò che concerne il lancio di oggetti e l’esplosione di petardi tale da farmi stare tranquillo. Ciò no toglie che d’ora in poi certe cose, penso a Lanciano oppure alla partita del sabato di Pasqua contro il Napoli, non verranno più perdonate nemmeno qui a San Benedetto, dove per esempio, per quel che concerne il materiale pirotecnico, sono stati sempre abbastanza tolleranti. Coreografie come quelle di domenica scorsa? Vedremo al limite se sarà possibile accendere fumogeni o cose di questo genere prima dell’entrata in campo delle squadre. Non so, sarà tutto da valutareâ€?.

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