SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Quello appena trascorso è stato un fine settimana ‘nero’ dal punto di vista dell’ordine pubblico. Anche se la terza serie centra poco, non ci possiamo esimere dal dare notizia dei numerosi incidenti (sfociati in diversi arresti e denunce) che hanno fatto da sfondo alla ripresa dei campionati dopo la sosta ‘forzata’ per la scomparsa del Santo Padre. La domenica di ‘ordinaria follia’ ha fatto tappa a Firenze (tre arresti: uno juventino e due viola), Cava de’ Tirreni (arrestati otto tifosi cavesi), Nocera Inferiore, Roma (sei tifosi del Livorno arrestati e ben 248 denunciati), Palermo (anche qui tre arresti: uno del Messina e due del Palermo) e Udine (arrestati quattro sostenitori della Roma).
Il ministro dell’Interno Giuseppe Pisanu, dopo aver giudicato “intollerabile? il bilancio della domenica andata in archivio ha ‘tuonato’: “Se le circostanze mi costringessero a scegliere tra l’incolumità degli operatori di polizia e la presenza del pubblico alle manifestazioni calcistiche, non esiterei un istante a far chiudere gli stadi più a rischio. Le società di calcio e la giustizia sportiva debbono a mio avviso prendersi le proprie responsabilità ed aiutarci. In ogni caso ripeto: a mali estremi, estremi rimedi: chiusura degli stadi più a rischio e partite a porte chiuse?.
In aggiunta al sopraccitato quadro segnaliamo il dramma sfiorato allo stadio Partenio di Avellino – che avrebbe potuto richiamare in modo nefasto alla tragedia occorsa al nostro Cioffi, oppure all’altra sventura del Partenio, quando, è storia di un anno e mezzo fa circa, trovò la morte il giovane tifoso napoletano Sergio Ercolano – dove nel corso del primo tempo del match tra i ‘lupi’ irpini ed il Teramo, in seguito ad un dubbio fuorigioco segnalato dal guardialinee sotto la tribuna Terminio, un sostenitore biancoverde di diciannove anni, nel protestare in maniera concitata, si è sporto troppo dal secondo anello del citato settore ed è caduto verso il basso. Pare che una persona, nel tentativo di afferrarlo gli abbia salvato la vita, nel senso che gli ha permesso di cadere sulle gambe. Il protagonista dello spiacevole episodio, ora in prognosi riservata (non dovrebbe comunque essere in pericolo di vita), ha riportato la frattura di ambedue gli arti inferiori ed al bacino oltre nonché un trauma cranico.
Ma passiamo ai numeri espressi dalla domenica calcistica in serie C. ventinovesima giornata nel girone B, trentunesima nel girone A.
San Paolo a parte – i soliti 40.000, o giù di lì (36.483 il dato ufficiale) – non c’è granché da segnalare. Ad aggravare il solito trend votato all’esiguità, ci ha pensato il maltempo, esteso a un po’ tutta la penisola.
6.293 la media fatta registrare nella divisione est, ma come detto l’impianto di Fuorigrotta contribuisce a ‘falsare’ in gran parte i dati della giornata: spiccano solo lo Zaccheria – erano in 6.000, seppure ufficiosi, a presenziare il derby pugliese tra i rossoneri ed il Martina – ed il Partenio (4.438). Segue, ma molto dopo, il Riviera delle Palme con quello che si rivela il dato più basso della stagione rossoblù (2.881).
Tutti sotto le 2.000 unità i numeri degli altri stadi del girone: 1.888 a Benevento, 1.434 a Lanciano, 1.410 a Giulianova, 1.260 a Cittadella e 845 a Pesaro.
Nettamente inferiore la media della divisione ovest (non c’è nessuna piazza che incarni una sorta di alter ego di quella partenopea), vale a dire pari a 1.510 unità. Salviamo, dal ‘grigiore’ generale gli impianti di Novara (2.398), Frosinone (2.319), La Spezia (2.251) e Pavia (2.064). Assimilabili a piazze di categorie inferiori gli spettatori di Sassari (1.184), Andria (1.147), Lucca (1.015), Acireale (899) e Prato (313).

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