RIPATRANSONE – Sono terminati venerdì 8 aprile le riprese del cortometraggio “Nessuno si senta escluso?, elaborato dai ragazzi della Scuola Media Consorti di Ripatransone. Per tre giorni una troupe di Canale 5 ha girato nel paese piceno il filmato risultato vincitore della XVI edizione del concorso “Il Cinema fatto dai ragazzi? organizzato da CIAK JUNIOR.
Numerosi i ragazzi ed i ripani coinvolti nell’iniziativa. Il corto è ambientato nel 1943 in una piccola cittadina dell’Italia Centrale durante il regime fascista. E’ il periodo delle leggi per la “discriminazione razziale? e delle persecuzioni contro la comunità ebraica.
Anche Raffaele Levi viene arrestato con la famiglia, anche se medita una via di fuga per i propri figli. Così fingendo un malore l’uomo lascia un varco ai propri ragazzi per la fuga. I piccoli, inseguiti e ormai stanchi, decidono di fermarsi davanti ad un portone aperto. E’ l’ingresso di una sala cinematografica, i due ragazzi si siedono riuscendo così a scampare all’arresto. Sullo schermo scorrono le immagini i più noti film sulla storia d’Italia. Quando la luce si riaccende in sala sono trascorsi 60 anni ed il clima che si respira è quello di fratellanza e letizia.
Il filmato, oltre ad essere trasmesso a maggio durante la trasmissione di Canale 5 “Ciak Junior?, sarà presentato al 16° Festival Ciak Junior-Gruppo Alcuni di Treviso.
A questo progetto partecipano le televisioni del Belgio, Croazia, Danimarca, Germania, Irlanda, Israele, Italia, Repubblica Ceca, Repubblica Popolare Cinese, Slovenia, Spagna, Sudafrica e Ungheria. Numerosi e importanti anche i patrocini dell’iniziativa, uno su tutti quello dell’Unesco.
Il progetto si conclude con la stampa di un catalogo di presentazione di tutti i corti e, soprattutto, con la Cerimonia di consegna dei premi assegnati da una giuria composta da tre ragazzi per ogni nazione partecipante.
Come affermano Sergio e Francesco Manfio, ideatori del progetto Ciak Junior, “Il progetto presenta due chiavi di lettura. La prima riguarda il contenuto, cioè l’opportunità offerta ai ragazzi di esprimere il loro modo di pensare (…) e di confrontarlo con i loro coetanei e con ragazzi di altri paesi. La seconda riguarda la forma, cioè l’uso del linguaggio audiovisivo come strumento di comunicazione, offrendo ai ragazzi la possibilità di decodificare le componenti specifiche del linguaggio?.

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