SAN BENEDETTO DEL TRONTO – L’Osservatore Romano, quotidiano politico e religioso della Santa Sede, ha riportato, nel numero speciale uscito nel pomeriggio di sabato 9 aprile 2005 nell’edicola Vaticana, dedica uno spazio alla Diocesi di San Benedetto-Ripatransone-Montalto e in particolare al suo Vescovo, Mons. Gervasio Gestori.
A pagina 15, in un articolo a tutta pagina intitolato “Le comunità diocesane in preghiera – Una corale e incessante invocazione”, sono infatti riportate delle notizie riguardanti le preghiere in diocesi di varie città italiane quali Cesena, Palermo, Prato, appunto San Benedetto del Tronto, Spoleto, Perugia, e alcune lettere di cordoglio per la morte di Giovanni Paolo II.
Nello spazio dedicato a San Benedetto vi è ampio spazio per l’omelia che il Vescovo ha detto nella basilica cattedrale di Santa Maria della Marina durante la messa in suffragio per il Papa. Da notare che questo numero speciale, recante le notizie dei funerali in onor di Giovanni Paolo II, è stato venduto presso l’edicola del Vaticano a partire dalle 16 del pomeriggio, con i fedeli che ne acquistavano numerosissime copie.
Di seguito proponiamo l’intero articolo, a firma di Susanna Faviani:
“La gioia del clima pasquale è profondamente valata dalla sofferenza per la scomparsa terrena del nostro amatissimo Papa Giovanni Paolo II…Il nostro animo rimane solcato dal dolore, come il volto è percorso dalle lacrime – con queste parole il Vescovo di san Benedetto del Tronto-Ripatransone-Montalto, Gervasio Gestori ha iniziato l’omelia della Santa Messa di suffragio per il Papa, nella basilica cattedrale di Santa Maria della Marina – Piangiamo la morte di una persona cara.? Rivolto ai fedeli che gremivano la chiesa ha aggiunto: “Giovanni Paolo II amava fortemente i giovani; aveva per loro inventato le Giornate Mondiali della Gioventù: ai giovani donava attenzione, affetto, speranza, gioia. Poco prima di morire, sapendo che avevano riempito la piazza sotto la sua finestra, disse:
“Io vi ho cercato e voi siete venuti. Vi ringrazio.?, volgendo verso di loro l’ultimo sguardo. Giovanni Paolo II annunciava il Vangelo nella sua radicalità, senza sconti e senza compromessi e i giovani si sono sentiti avvinti da lui e dal fascino che promanava. Ma è tutta la Chiesa che gli è debitrice per gli insegnamenti, gli esempi e le azioni di giustizia e di pace, tanto che ogni uomo si è sentito amato nella sua realtà e difeso nella sua dignità.? Il Vescovo ha concluso: “Scompare un amico e un padre: Giovanni Paolo II lascia un vuoto. È umano provare ciò, anche se non è cristiano credere che egli ci abbia lasciati, perché vive ancora…Le sue parole ora verranno dal Cielo, in perenne comunione di amore con Cristo, Via, Verità e Vita. Parole che ci hanno lasciato un segno profondo. Esse difendono l’uomo e la pace…Sono parle che ci esortano a non avere paura della vita, perché noi non siamo mai soli. In una meditazione poetica della sua opera Trittico romano egli ha scritto: Non omnis moria (non moritò del tutto) – Quel che è in me è imperituro, ora si trova faccia a faccia con Lui che È! (p. 29). Quanto ci consola questo pensiero! Il Papa c’è ancora, proteggerà la Chiesa. Infine scriveva nella Lettera agli anziani di trovare una grande pace nel pensare a quando il Signore l’avrebbe chiamato e che, tramite la preghiera e la speranza cristiana, egli consegnava il suo futuro alla “custodia della divina bontà?. Questo è l’invito che Giovanni Paolo Ii rivolge a tutti noi, cioè di sperare sempre in Cristo?. (susanna faviani)

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