*Il grido di dolore lanciato dal Sindaco Martinelli per quel che concerne l’insopportabile congestionamento della statale adriatica non può e non deve cadere nell’indifferenza da parte della Regione. In attesa che si definiscano le soluzioni progettuali per la realizzazioni di alterie alternative che consentano il superamento del “nodo del medio adriatico? (bretella collinare, arretramento dell’autostrada ecc.) è necessario intervenire sul problema senza ulteriori indugi.
E nell’immediato l’unica decisione possibile è quella di rendere permanente la deviazione del traffico pesante sull’autostrada. Attualmente la deviazione opera esclusivamente per il periodo estivo ma ritengo che, con un impegno economico assolutamente sostenibile, la si possa rendere stabile così da alleggerire la pressione su una strada che viene definita “statale? ma che ormai svolge una funzione sostanzialmente comunale.
Da un’analisi condotta dal sottoscritto, infatti, ho valutato in poco più di 1 milione di euro la somma occorrente per liberare definitivamente i centri urbani della riviera dall’insopportabile carico di inquinamento costituito dalle migliaia di tir che rendono ormai intransitabile un’arteria che attraversa decine di centri urbani dislocati sul litorale.
Già nell’autunno scorso presentai uno specifico emendamento al bilancio della Regione affinché fosse assicurato un finanziamento adeguato a tale intervento. Purtroppo l’emendamento fu bocciato da una maggioranza che volle prediligere interventi di impatto elettoralistico invece che mettere mano al problema del congestionamento dell’autotostrada. Speriamo che, superate le elezioni, questa proposta venga finalmente accolta e che, in particolare, la Regione inserisca tra le proprie priorità infrastrutturali il “nodo del medio adriatico? promuovendo una soluzione univoca che sia frutto di una condivisione di tutto il territorio. Attualmente la terza corsia dell’autostrada, nei programmi della società concessionaria, si ferma a Pedaso. Sul “dopo Pedaso? è necessario raggiungere rapidamente ad un accordo che trovi tutte le forze politiche ed amministrative disposte ad una “battaglia comune?. Solo in questo modo sarà possibile affermare, sul tavolo anconetano, le ragioni del nostro territorio.
*Guido Castelli

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