Città del Vaticano – Due poliziotti della Stradale di San Benedetto tra gli angeli custodi che garantiranno la sicurezza dei 200 potenti del mondo in arrivo a Roma per i Funerali del Papa di venerdì mattina. Si tratta degli agenti Stefano Di Pietro e Maurizio Pasquali entrambi residenti in Riviera. Basta dare un’occhiata agli incarichi che sono stati loro assegnati in questi anni per rendersi conto perchè sono stati scelti per far parte di quel pool di 10 professionisti partito dalle Marche domenica scorsa per Roma.
Stefano Di Pietro, 38 anni, indossa la divisa al servizio dello Stato da oltre 18 anni. La sua carriera è ricca di missioni importanti in giro per l’Italia con eventi di respiro internazionale. Nel suo curriculum compaiono il G8 a Palermo, il G8 a Roma, le missioni contro la lotta al traffico di merce clandestina sulle coste della Puglia in concomitanza con gli sbarchi dei disperati provenienti dall’Albania. Di Pietro faceva anche parte dello staff di agenti al seguito del Papa per garantire la sua sicurezza in occasione delle ferie estive a Castel Gandolfo. Un curriculum di tutto rispetto che non poteva non proseguire con un evento storico come quello oggi vede in Piazza San Pietro un milione di pellegrini da tutto il mondo.
Per Maurizio Pasquali, invece, da oltre 22 anni in servizio, l’incarico assegnatoli in questi giorni avrà un duplice valore professionale ed umano, sia per l’importanza che assume la missione, sia perché l’agente sambenedettese, in forza alla Stradale, aveva già fatto parte del servizio che garantiva la sicurezza del Santo Padre il 16 ottobre del 1978, nei giorni della proclamazione. Mentre quel cardinale polacco Karol Josef Wojtila, che nello storico pomeriggio di 27 anni fa sarebbe diventato Giovanni Paolo II, si affacciava al balcone della Basilica Vaticana davanti alla folla che lo attendeva, continuava silenzioso il lavoro della scorta, di agenti pronti a garantire la serenità di tutti e a conciliare la serenità delle autorità con la sicurezza dei cittadini.
Maurizio Pasquali è stato chiamato ad intervenire anche in situazioni di emergenza come per il terremoto che ha colpito Marche e Umbria. Qui a Roma i due agenti hanno diversi compiti oltre a quello di scortare alcuni dei 200 personaggi e politici tra Capi di Stato e Regnanti arrivati quest’oggi sotto stretta sorveglianza in una Piazza San Pietro carica di atmosfera. Sembra che il mondo distratto si sia svegliato d’un colpo e si ritrovi consapevole del fatto che da quelle 21 e 37 di venerdì 2 aprile, qualcosa è cambiato davvero. Si legge negli occhi della gente, si respira nell’aria di una piazza stracolma di persone, si legge negli occhi dei giovani che si risvegliano nei sacchi a pelo ordinatamente adagiati contro le transenne dopo un’alba di canti e preghiere.
I pellegrini hanno continuo bisogno di aiuto e vengono costantemente assistiti nei loro spostamenti dalla protezione civile. Una marea umana. Enorme l’impegno delle forze dell’ordine oggi nell’area Vaticana dove sono arrivati tremila agenti per far fronte alle esigenze di un milione di pellegrini in fila in via della Conciliazione fino all’alba tra la luce del sole che si nasconde dietro la cupola di San Pietro per attendere dopo oltre dieci ore di fila il momento che aspettavano: la possibilità di dare l’ultimo saluto a quel Santo Padre e guardare da vicino quel volto sereno, angelico, beato. Quella pace riservata ai giusti. In quell’abbraccio del mondo al Papa, gigante della storia tra due millenni, c’è anche la comunità sambenedettese.

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