SAN BENEDETTO DEL TRONTO – La ‘nostra’ amata Samb spegne oggi la bellezza di ottantadue candeline. Il 4 aprile del 1923 infatti le tre formazioni locali, vale a dire Fortitudo (fu la prima a nascere: nel 1907), Serenissima e Forza e Coraggio si fusero e diedero vita all’Unione Sportiva Sambenedettese – la prima maglia ebbe i colori sociali biancoverdi – che nel corso dei suoi ottantadue anni di storia ha collezionato cinquantasei campionati professionistici, di cui ben ventuno in serie B, quella stessa cadetteria che in riva all’Adriatico manca da ben sedici anni, ovvero dalla sfortunata stagione ’88-’89.
L’ex reginetta del centro Italia – i rossoblù conquistarono la B nel lontano 1956, vestendo i panni di una sorta di Chievo Verona ante litteram, ma soprattutto richiamando appassionati da diverse regioni confinanti – ha vissuto momenti di gloria (almeno se relazionati al modesto bacino di utenza di cui dispone), alternati ad altri di assoluta sofferenza, specie negli ultimi dieci-quindici anni. Come dimenticare infatti il fallimento dell’ ‘era’ Venturato oppure gli otto anni di ‘inferno’ dell’Eccellenza e del CND; di seguito la ‘rinascita’ con la famiglia Gaucci (la conquista di C2 e C1 nello spazio di due campionati) ed ora la nuova gestione targata Mastellarini.

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