SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Sposato, esercita la professione forense da quasi vent’anni. Il suo impegno politico risale al 1998, con l’elezione a consigliere comunale nella sua città, Grottammare. Eletto consigliere provinciale nel ’99 (dal 2000 al 2004 è stato capogruppo del suo partito), nel giugno dello scorso anno è stato nominato responsabile provinciale per gli Enti Locali di Forza Italia. Vittorio Santori ora si prepara a conquistare un posto in Consiglio regionale. “Meno sprechi e tasse, più investimenti e servizi” il suo slogan.

Quali sono i punti salienti del suo programma elettorale?
Una priorità assoluta è far fronte agli sprechi di denaro pubblico, che attualmente costituiscono il 30% della spesa. Occorre puntare decisamente su nuovi investimenti infrastrutturali da destinare, in particolare, al territorio piceno per la realizzazione di una linea ferroviaria che colleghi Ascoli e Roma, per portare a compimento il centro intermodale, per la riapertura del centro termale di Acquasanta e per la realizzazione della variante collinare. Nel mio programma ho previsto nuove iniziative per incrementare i redditi delle imprese agricole, attraverso la creazione di società di gestione delle fasi di lavorazione e vendita del prodotto finito, realtà già sperimentata con le cantine sociali. Altra proposta che vorrei promuovere è l’utilizzo di termovalorizzatori per la distruzione dei rifiuti solidi urbani e la produzione gratuita di energia elettrica.

Se dovesse essere eletto, quale problema sottoporrebbe con ‘procedura d’urgenza’ all’attenzione del consiglio regionale?
Senza dubbio la disoccupazione. E’ un problema che il Piceno sta vivendo sulla propria pelle da alcuni anni e a risentirne sono in particolar modo i giovani. La ricetta giusta per creare nuovi posti di lavoro è il rilancio dell’attività produttiva delle imprese attraverso la ricerca e la formazione.

Il suo giudizio sull’operato della Giunta regionale negli ultimi cinque anni
Non può che essere negativo, se si considerano i quattro mila miliardi di deficit prodotti dalla gestione dissennata della sanità regionale, che tra l’altro non ha portato alcun beneficio ai cittadini della provincia di Ascoli, e gli sprechi diffusi di denaro pubblico che si sono concretizzati in mutui costati 300 miliardi d’interessi annui. Il malgoverno del centrosinistra ha penalizzato in particolar modo i settori economici produttivi del Piceno.

La sua proposta per rilanciare la tanto criticata sanità marchigiana
Dobbiamo puntare a migliorare la qualità dei servizi sanitari coprendo in modo equo tutto il territorio regionale e non privilegiando solo l’area tra Pesaro e Ancona. Il nostro territorio lamenta carenze strutturali in questo settore: gli ospedali di Ascoli e S.Benedetto devono essere potenziati con nuove specializzazioni, i servizi dell’entroterra necessitano di reparti di pronto intervento e di attrezzature diagnostiche più adeguate. Penso, inoltre, ad una formazione più flessibile del personale sanitario, per creare una maggiore intercambiabilità tra i reparti ospedalieri.

Si annuncia un diffuso disinteresse degli elettori per il voto: cosa ne pensa?
Avverto anch’io un progressivo scollamento tra cittadini e politica. I segnali sono evidenti. Si fa ancora troppa politica per i personaggi mentre c’è poca attenzione per le esigenze della gente. Il rimedio? Rendere effettiva la partecipazione dei cittadini allo sviluppo della società. Il sistema democratico è l’unica via da percorrere.

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