ASCOLI PICENO – La Cna informa tutte le imprese che si occupano dei servizi alla persona sulle nuove normative riguardanti l’utilizzo della cosmesi. Il Consiglio dei Ministri ha infatti approvato di recente un Decreto Legislativo che apporta significative novità nella legislazione relativa alla produzione e commercializzazione di prodotti cosmetici. Le aziende interessate nel comprensorio ascolano ammontano ad oltre mille (1032) e coinvolgono quasi trecento addetti.
Le principali novità introdotte dal decreto riguardano: il divieto di commercializzazione di cosmetici testati o contenenti ingredienti testati su animali; il divieto di sperimentazione animale; l’indicazione, per i prodotti con scadenza superiore a 30 mesi, del periodo di validità dopo l’apertura del prodotto; il divieto di utilizzo di sostanze classificate cancerogene, mutagene o tossiche; l’indicazione delle sostanze nella lista degli ingredienti in etichetta e, infine, la garanzia di accesso alla documentazione dei prodotti cosmetici da parte del consumatore.
“Accogliamo molto positivamente la nuova normativa considerando la nocività di molte sostanze di cui sia gli addetti ai lavori sia i fruitori sono spesso ignari – commenta Maria Désirée Basili, direttrice provinciale della Cna – e sottolineo il fatto che sono molto elevati i rischi per la salute degli operatori in rapporto all’uso dei prodotti professionali. Basti pensare che nel 2003 l’incidenza delle malattie professionali è stata piuttosto alta: sono state 205 le malattie professionali denunciate dalle aziende all’Inail, di cui 40 segnalate da aziende artigiane?.
I prodotti cosmetici immessi sul mercato prima dell’11 marzo di quest’anno potranno continuare ad essere ceduti al consumatore fino ad esaurimento delle scorte, mentre da tale data nessun fabbricante o importatore potrà immettere sul mercato prodotti cosmetici non conformi alle nuove norme. Si tratta di norme che Federestetica e Federacconciatori CNA considerano un passo in avanti nei confronti della sicurezza dei cosmetici che oramai si possono considerare a tutti gli effetti prodotti di largo consumo e uno “strumento di lavoro? per alcune categorie di professionisti come acconciatori ed estetisti.

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