RIPATRANSONE – Domenica 3 aprile è una delle giornate più attese a Ripatransone. Il momento dell’accensione del Cavallo di Fuoco è il momento più sentito e coinvolgente della Festa dell’Ottava, organizzata da quasi quattro secoli dalla Confraternita della Madonna di S.Giovanni in collaborazione con l’Amministrazione Comunale, la Provincia di Ascoli Piceno e la Regione Marche.
I ripani si svegliano con la musica dei corpi bandistici “Castione Andevenno? e “Città di Ripatransone? che dalle ore 10.00 sfilano per le vie del centro storico.
Alle ore 12.00 viene benedetto il Cavallo di Fuoco ed inizia la preparazione per il rito finale dell’accensione.
La tradizione del Cavallo è la testimonianza della devozione del popolo ripano nei confronti della Vergine Lauretana. La manifestazione, di carattere folkloristico pirotecnico, ricorda in particolare le tradizioni contadine e la storia recente e passata. Il Cavallo di Fuoco risale al 1682, data di incoronazione della Madonna di S.Giovanni, patrona della Città e della Diocesi. In quel periodo, i festeggiamenti in onore del sacro evento, voluti appunto dalla confraternita di S.Giovanni, furono accompagnati da uno spettacolo di fuochi d’artificio consumato tra la folla festante e da allora si è trasformato in Cavallo di Fuoco.
All’inizio il cavallo era costituito da una sagoma di legno e cartapesta portata in giro per la piazza, a spalla, da un ripano coraggioso e robusto. Poi, nel 1932 l’antica sagoma venne sostituita da una struttura di legno e latta, montata su ruote e trainata dai soliti volenterosi. In tempi più recenti, considerando anche le nuove tipologie di fuochi d’artificio e le norme di sicurezza che regolano queste manifestazioni, il Cavallo è stato ricostruito da un artigiano ripano in lamiera di ferro dipinta di bianco: poggia su due ruote ed è trainato e “protetto? dai confratelli della Confraternita.
Lo spettacolo si svolge alle 21.30 davanti alla Cattedrale, nelle piazze Matteotti e Condivi gremite di gente. Proceduto dalla banda, proveniente da largo Speranza, il cavallo si fa largo tra la folla compiendo alcuni giri ancora spento, poi, davanti alla Cattedrale si accende la coda ed ha inizio lo spettacolo pirotecnico realizzato dalla Ditta Alessi di Appignano del Tronto.
Vuole la leggenda che il passaggio dalla sagoma di legno al cavallo pirotecnico si ebbe grazie ad un fuochista di Atri che, chiamato per l’occasione e forse contagiato dall’entusiasmo popolare, “cavalcò un cavallo, che era tutto ripieno di fuochi artificiali, con il quale girò più volte la piazza buttando sempre raggi ed altre bizzarrie…?; ciò piacque tanto ai ripani che vollero ripetere lo spettacolo negli anni successivi in occasione della Festa dell’Ottava.

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