SAN BENEDETTO DEL TRONTO – I cavatori della provincia di Ascoli occupano la Ss16 per contestare il Piano che la Provincia sta per varare. Una ‘carovana’ composta da camion e betoniere ha inscenato, questa mattina, un rumoroso corteo di protesta che, partito da Pedaso, ha attraversato tutti i centri della costa picena attraversati dalla Statale Adriatica per giungere fino a Palazzo S.Filippo, sede della Provincia, ad Ascoli. Il serpentone di camion ha creato non pochi disagi disagi alla circolazione stradale.
A scatenare le rimostranze degli imprenditori delle attività estrattive il fatto che il piano assegni solo al settore la metà del reale fabbisogno, quantificabile in 1 milione e 500 mila metri cubi di inerti. Inoltre, gli operatori del settore sostengono che il drastico taglio dei quantitativi di ghiaia e sabbia estraibili potrebbe mettere a rischio 400 posti di lavoro.
Nel pomeriggio alle 15 è iniziato un incontro tra i cavatori e i tecnici della commissione provinciale incaricata di redigere il piano.
Sul nuovo Piano Cave è intervenuto oggi il WWF Marche: ‘La conservazione del territorio e dei suoi valori – si legge in una nota – deve passare per atti decisi e vincolanti del legislatore locale, per questo si chiede al presidente della Provincia di Ascoli Piceno, Massimo Rossi, ed alla maggioranza politica che lo sostiene, di proseguire nel lavoro avviato, arrivando in tempi certi e rapidi all’approvazione del Piano cave cosi’ come elaborato, senza cedere a ricatti e manifestazioni di piazza”. “Il Piano è uno strumento di programmazione e pianificazione dell’attività estrattiva che assicura in modo equilibrato l’esigenza di disporre di materiali inerti indispensabili per lo sviluppo dell’economia della provincia ascolana, senza compromettere in modo irrimediabile il suo insostituibile paesaggio”.

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