ASCOLI PICENO – *Sebbene, come è noto, le cave sollevino molta polvere, appare veramente inaccettabile il “polverone? sollevato dalle imprese di escavazione e lavorazione degli inerti, con l’appoggio dell’Unione degli Industriali del fermano, intorno al Programma delle Attività Estrattive che l’Amministrazione Provinciale di Ascoli Piceno si appresta ad approvare.
Si analizzi allora serenamente la realtà dei fatti.
Mentre i cavatori comprensibilmente lamentano che:
– la categoria versa in condizioni di oggettiva sofferenza ed incertezza strategica, in assenza di un’adeguata pianificazione del settore, attesa da anni;
– la pianificazione in fase di approvazione non riesce a prevedere l’escavazione dei quantitativi di materiale da costruzione necessari per la realizzazione delle opere edilizie e delle infrastrutture di cui è programmata la realizzazione nel nostro territorio.
Le stesse imprese sanno bene, ed è doveroso che anche i cittadini sappiano che:
– tale situazione è in gran parte determinata da ragioni oggettive che limitano la possibilità di escavazione nel nostro territorio, quali ad esempio la presenza di due Parchi Nazionali e le peculiari caratteristiche del territorio stesso, in buona parte giustamente soggetto a vincoli di tutela ambientale e paesaggistica;
– da anni, non a caso, il materiale lavorato e venduto dalle imprese operanti nel settore degli inerti della nostra provincia proviene per circa il 50% da altre province e regioni;
– il programma provinciale in fase di approvazione, prevedendo la possibilità di estrarre circa 900.000 metri cubiannui di materiale, che pur non coprendo interamente il suddetto fabbisogno con inerti estratti in loco, garantisce, in un quadro di legittimità e tutela ambientale, un incremento delle quantità estratte negli anni precedenti pari a quasi il 100%!;
– lo stesso programma, predisposto dall’attuale Amministrazione Provinciale dopo un lungo e paziente confronto con la categoria, dal quale sono scaturite modifiche ai quantitativi, alle norme ed al regolamento attuativo (..ma che ne ha determinato il ritardo), è, come deve essere, conforme alle norme che disciplinano il settore ed al Piano Regionale approvato dal Consiglio Regionale delle Marche che stabilisce regole e quantitativi inderogabili;
– i materiali da estrarre per la realizzazione di opere pubbliche di interesse regionale e nazionale (cave di prestito) sono, per legge, aggiuntivi rispetto ai quantitativi massimi del programma;
– contrariamente alla lamentata penalizzazione del fermano (…argomento oramai abusato e patetico!) i bacini estrattivi previsti nello stesso programma provinciale, per ragioni oggettive, sono per la quasi totalità localizzati nella parte nord della Provincia (bacini del Tenna e dell’Aso).
Tutto ciò premesso, appare chiaro che ogni ulteriore modifica del programma in questione sarebbe in contrasto con le normative di settore e con la disciplina di tutela del paesaggio al punto tale da renderlo illegittimo ed inaccettabile! Così come, ogni ulteriore ritardo nella sua approvazione determinerebbe gravi danni alle imprese che da tempo invocano di poter operare presto con una regolamentazione “possibile?!
Pur comprendendo quindi le lamentele dei cavatori, perché allora tanto chiasso, se le cose stanno così come rappresentato?
…In realtà l’attività estrattiva, certamente importante, è notoriamente molto redditizia, come è altrettanto noto che le campagne elettorali sono il momento in cui si ritiene di poter chiedere l’impossibile…Chissà che qualcuno, per queste contingenti ragioni, dopo un sereno, civile e produttivo confronto, non tenti di giocare al rialzo…parlando a nuora perché suocera intenda?!?
L’attività amministrativa di programmazione, in un quadro di regole certe, è un’altra cosa.
E’ per questo che l’Amministrazione Provinciale non mancherà di adempiere ai propri doveri.
*Presidente della Provincia di Ascoli Piceno Rossi e Assessore Canzian

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