Nel prossimo numero di “Sambenedetto Oggi”, in edicola da domani, pubblichiamo una dettagliatissima intervista ad Alberto Eliani, 83enne ex allenatore e dirigente della Samb dai primi anni Sessanta fino al 1983. Una cavalcata nel calcio del passato: Eliani ha giocato con i calciatori del Grande Torino in Nazionale (unico giocatore non granata su undici!), e poi è approdato alla Samb. E’ l’allenatore che si è seduto più volte sulla panchina rossoblù; è quindi diventato direttore sportivo e talent-scout, permettendo alla Samb di conquistare le due promozioni in Serie B. Caposciutti da portiere ad attaccante, Beni da centravanti a libero, sono tutte intuizioni di Eliani.
Oggi vive a San Benedetto e segue sempre con passione la Samb. Di seguito riportiamo il passo con cui Eliani ricorda come scoprì il talento di Franco Causio, futuro ‘barone’ del calcio azzurro e campione del mondo nel 1982.
Lei fece arrivare tanti giocatori a San Benedetto grazie ad un grande intuito. Cosa ci racconta di Causio?
C’era un Lecce-Bari in cui i giocatori del Lecce scioperarono, e in campo andarono i ragazzini. Causio aveva 16 anni, ma lo vidi giocare in maniera strepitosa e me ne innamorai. Lo pagammo 1.800.000 lire in due anni. Quando giocava con noi, tutta Italia mi chiamava per comprarlo. Andò alla Juve perché Gaetani era tifoso bianconero. Lo pagarono con 40 milioni in contanti, un’amichevole a San Benedetto più Tancredi, Zandoli e Urban. Vendemmo gli ultimi due, un anno dopo, a 50 milioni Zandoli e 150 milioni Urban!

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